- CHILDREN'S MYTHS, FAIRY TALES, etc.
(Bookshelf)
Children's
Myths, Fairy Tales, etc. (Bookshelf) (consultato il 7 marzo 2011)
- AFANASJEV, Aleksandr Nikolaeviç
(1885-1863)
- Narodnya russkija skazki.8 vols. Moscow: 1885-1863; Antiche
fiabe russe, tr. it. Gigliola Venturi, Torino: Einaudi 1953 (I
millenni), e 1974 (Gi struzzi).
Da questa raccolta Propp ha tratto le cento fiabe che ha formalizzato
nella Morfologia. Fa parte dei libri di
fiabe che uniscono amore e rispetto per il racconto popolare,
sensibilità estetica e rigore nella ricerca.
- ANDERSEN, Hans Christian (1835-1837)
- Eventyr fortalte for Børn. Første Samling. Første Hefte,
Andet, Tredie Hefte; DK 1835
Eventyr fortalte for Børn. Første Samling. Andet Hefte; DK
1835
Eventyr fortalte for Børn. Første Samling. Tredie Hefte; DK
1837
Si cita qui solo la prima raccolta, rimandando per una biografia e una
bibliografia alla voce Hans
Christian Andersen, Fiabe (consultato il 21 dicembre 2010)
Fiabe e storie. Edizione integrale tradotta e curata da
Bruno Berni; Roma: Donzelli Editore 2001.
Le storie di Andersen possono essere lette come favole d'autore,
appartenenti quindi sia all'insieme delle fiabe sia ai libri della
grande letteratura per l'infanzia che forzano il racconto della
tradizione popolare a rispecchiare l'immagine più o meno conscia del
loro autore. Le favole di Andersen contengono una precisa morale, che
spiega in che modo si salvino o soccombano i personaggi che, come
Andersen stesso, lascino il mondo delle loro origini per entrare in un
mondo nuovo. Le fiabe narrano di una trasformazione attraverso la quale
l'attante protagonista lascia il luogo delle origini e viaggia fino ad
acquisire ciò che gli/le serve per non soccombere alle minacce mortali
di matrigne e padroni di ogni genere.
Spesso Andersen suscita nel lettore più senso di colpa che fiducia
nella possibilità di venir a capo dei suoi nodi, e quando il
protagonista trionfa ciò solitamente avviene senza una vera
trasformazione. Così accade in una delle fiabe più celebri, Il
brutto anatroccolo: quando il protagonista, alla fine, vede i
meravigliosi cigni decide di andare verso di loro anche se, brutto
com'è, lo uccideranno a beccate. Solo l'accoglienza degli altri gli
svelano che ora lui è un bellissimo cigno adulto. Durante una
conferenza una signora, bibliotecaria a Firenze, mi ha riferito che
alla fine del racconto un bambino di scuola elementare le ha chiesto:
"Ma non si era accorto che non era più un brutto anatroccolo?". Se si
legge l'episodio in cui il protagonista svolazzando nella casa dei
contadini fa dei danni impossibili per un piccolo di anatra.
Interessante l'episodio precedente in cui l'anatroccolo, che si era
fermato insieme a delle anatre selvatiche, si nasconde agli spari dei
cacciatori. Un cane che nella palude cerca le prede da recuperare gli
si avvicina terrorizzandolo, e siccome se ne va senza far caso a lui
l'anatroccolo pensa di essere talmente brutto che ha fatto scappare
anche il tremendo animale. Un'espressione dolcissima, ma da non
dimenticare che la riflessione esprime una forma certa di onnipotenza,
che nell'insieme del racconto, come in tutta l'opera di Andersen,
oscilla tra una bruttezza e una piccolezza come queste del brutto
anatroccolo e la assoluta bellezza del cigno.
Questa celebre frase di Andersen, che figura proprio nel Brutto
Anatroccolo, "Non importa che sia nato in un recinto d'anatre:
l'importante è essere uscito da un uovo di cigno"
Andersen
Stories, in: Italiano, English, Dansk, Deutsch, Español,
Français, Nederlands
The
Snow Queen (1844-46). Illustrated by Vladyslav Yerko. Best
children's book 2006 USA, Andersen Foundation.
Il
Brutto Anatroccolo 1 (consultato 21 gennaio 2011)
Il
Brutto Anatroccolo 2
Il
Brutto Anatroccolo 3 (Corso Le TIC come mediazione didattica,
Palermo, 2008) (consultato 21 gennaio 2011)
- ANTONIAZZI, Anna (2003, 2011)
- Romagna incantata. Luoghi e personaggi, simboli e misteri
delle fiabe e delle leggende romagnole. Prefazione di Emy
Beseghi. Cesena, Ponte Vecchio, 2003.
Trascritte e commentate dalla amica e coautrice, le fiabe fanno
emergere l'immaginario popolare nella sua particolarità, che è, allo
stesso tempo, la sua universalità.
Labirinti elettronici. Letteratura per l'infanzia e videogame.
Prefazione di Emy Beseghi. Milano: Apogeo 2007.
Libro prezioso per chi si interessi di immaginario collettivo, di
educazione, di letteratura, che consente anche a chi sa poco o nulla
dei videogame di non essere ignorante di fronte a un fenomeno così
rilevante.
Nella stanza dei bambini. Psicoanalisi e letteratura per
l'infanzia. Con Adalinda Gasparini. Bologna: CLUEB 2009.
Romagna notturna. Fantasmi, spiriti e apparizioni tra fiaba,
leggenda e storia. Prefazione di Emy Beseghi. Cesena, Ponte
Vecchio, 2010.
Lo sguardo di
Chamsous Sabah. Università di Bologna, Dipartimento di Scienze
dell'Educazione, Facoltà di Scienze della Formazione. Laboratorio Mela.
(consultato il 22 marzo 2011.)
- APULEIO (LUCIUS APULEIUS) (II sec. d. C.)
- Metamorphoseon Libri. Asinus aureus (II sec. d. C.)
Metamorfosi. L'asino d'oro
Amore e Psiche, prefazione, traduzione e note di Gian Franco
Pasini. Torino: Fògola 1983.
Per Le metamorfosi, conosciute anche col titolo L'asino
d'oro, Apuleio si sarebbe ispirato al romanzo Lucio o l'asino,
attribuito a Luciano di Samosata. La
meravigliosa storia di Amore e Psiche, che fa parte del romanzo
(IV, 28 - VI, 24), il solo in lingua latina pervenutoci integralmente,
può essere considerata la fiaba più antica del mondo e contiene motivi
che le fiabe hanno ripreso e rielaborato incessantemente: le prove
impossibili risolte in una sola notte con aiutanti magici, come la
cernita e il riordino di un cumulo impossibile (confusa congeries,
Apuleio) di semi o piume, la persecuzione di Venere nei panni della
spietata matrigna, lo sposo magico terrificante e bellissimo, qui il
divino Eros che si innamora pungendosi con la sua stessa freccia.
Lector, intende: laetaberis
Lettore, senti: ne avrai piacere
(Asino d'oro, I)
Nel sito, vedi: Il motivo
dell'enigma. Trasformazioni e costanti nel discorso interiore
Metamorphoseon
Libri (consultato il 13 marzo 2011).
Apuleio, Metamorphoses
. Testo latino e traduzione italiana. (consultato il 19 febbraio 2012)
L'asino
d'oro (consultato il 13 marzo 2011).
- BANDELLO, Matteo (1554-1573)
- Novelle (i primi tre libri), Lucca: Busdrago 1554; Novelle
(il quarto libro); Lione: Marsili 1573.
Novelle. Prefazione di Francesco Picco; Milano: Bietti,
Classici del Ridere, 1973.
Novelle
di Matteo Bandello (consultato il 21 dicembre 2010).
Novelle
di Matteo Bandello; Milano: Giovanni Silvestri 1813 (consultato
il 21 dicembre 2010).
- BASILE, Giambattista (1634-1637)
- Lo cunto de li cunti overo lo trattenemiento de peccerille.
Le muse napolitane e Le lettere. A cura di Mario Petrini. Roma-Bari:
Gius. Laterza & Figli [Scrittori d'Italia], 1976.
Lo cunto de li cunti overo lo trattenemiento de li peccerille;
a cura di Michele Rak. Milano: Garzanti, Milano 1986.
Se Le mille e una notte sono la Bibbia della fiaba, come ha
scritto Dino Buzzati, il Pentamerone è il Vangelo. Non si trova una
raccolta successiva al Pentamerone per la quale non si possa ipotizzare
qualche debito con Basile. Seguendo il giudizio di Benedetto Croce,
Basile,. Shakespeare della fiaba, ci ha dato la più bella
raccolta di fiabe del mondo e la massima opera barocca della
letteratura italiana. I Grimm, ad esempio, attinsero largamente alla
raccolta, anche se circola ancora, non di rado fra addetti ai lavori,
l'ipotesi romantica che il popolo tedesco sia stato l'unica fonte delle
loro fiabe. Percorsi storici e letterari, labirinti poco esplorati,
arruffano la matassa delle raccolte, senza che le fiabe e i loro
narratori, di tutti i tempi, ne abbiano ricevano alcun danno. Chi può
legga Basile nella lingua napoletana popolare e raffinata, vertiginoso
laboratorio sperimentale, arduo e splendente, accessibile con il testo
italiano a fronte. Da Maestro di fiaba e del Barocco, Basile somiglia a
Shakespeare nell'alternanza impeccabile tra registri diversi, comico e
tragico, bucolico e volgare. Nella scrittura di Basile, anche per la
ricchezza di trame e simboli, la fiaba abita tutte le stanze, tutti i
registri, è esaltata nella sua grazia e nella sua forza di
significazione: la favola mette in scena la realtà psichica e chiama a
partecipare alla rappresentazione la realtà psichica del lettore, fra
conflitti, minacce di morte, crescite, trasformazioni, elementi
perturbanti e squarci lirici.
Nel sito: La Gatta
Cennerentola Li sette
palommielle
Lo
cunto de li cunti,. Letteratura italiana Einaudi; edizione di
riferimento a cura di Michele Rak, Garzanti, Milano 1995 (consultato il
27 agosto 2011).
Stories
from Pentamerone by Giambattista Basile. Selected and edited by
E. F. Strange. Illustrated by Warwick Goble. (consultato il 29
dicembre 2010).
Il
Pentamerone; or, The Story of Stories by Giambattista Basile.
Illustrations by Warwick Goble and George Cruickshank. (consultato il
29 dicembre 2010).
- BARRIE, sir James Matthew (1902-1911)
- The Little White Bird; London: Hoddder & Stoughton 1902
Peter Pan, Duke of York's Theater, London 1904
Peter Pan in Kensington Gardens; London: Hoddder &
Stoughton 1906
Peter Pan and Wendy; London: Hoddder & Stoughton 1911
La morte prematura del fratello maggiore David, avvenuta quando James
Matthew Barrie aveva sei anni, portò lo scrittore a cercare di
consolare della perdita la madre, di cui David era il figlio
prediletto. Peter Pan apparve per la prima volta nel romanzo del 1902,
come protagonista di alcuni capitoli, ispirati allo scrittore da un
gruppo di bambini che incontrava nei giardini di Kensington, dove si
recava col suo cane San Bernardo. Nel 1904 Peter Pan andò in
scena a Londra, nel teatro Duke of York, e due anni dopo fu pubblicato Peter
Pan in Kensington Gardens.
Nel 1911 fu pubblicata l'ultima e più famosa versione, Peter Pan
and Wendy. Il bambino volante, che si muove fra il mondo dei vivi e
un mondo senza tempo, appare come la figura poetica di un lutto sempre
presente nella vita di Barrie. Particolari inquietanti sono presenti
nell'opera del 1906, dove si racconta come vengano pietosamente e
talora troppo frettolosamente sepolti al mattino i bambini smarriti nei
giardini di Kensington, che non possono sopravvivere alla gelida notte,
abitata da fate minuscole come Trilly (Campanellino), non sempre
propizie, e uccelli parlanti.
Come altri personaggi fondamentali della letteratura per bambini fra
XIX e XX secolo, Peter Pan è portatore di una nostalgia struggente per
l'infanzia, che è più un paese dell'utopia che confina e sconfina col
regno della morte che un paese dove i bambini possono desiderare di
diventare adulti.
Nonostante il lutto, la nostalgia, i particolari macabri che spesso
sfuggono al lettore, qualcosa di vitale accade, perché anche se tratta
di morte, il racconto è opera dei vivi per i vivi. James Matthew Barrie
nonostante il suo lavoro incessante non riuscì mai a consolare la
madre, che non si riprese dalla perdita del prediletto David, ma riuscì
a prendersi cura dei cinque bambini Llewellyn-Davies, uno dei quali si
chiamava Peter, alla morte della loro madre. La vicenda, inclusi i
sospetti di pederastia caduti sullo scrittore, è stata rinarrata nel
film Neverland, di Marc Forster (USA 2004).
Vedi L'isola che non c'è - La tentazione di non crescere (di A.
Antoniazzi) e 46619 BISEICENTODODICI (di A. Gasparini), prima e
seconda parte del II capitolo - La crescita: Nella stanza dei bambini tra
letteratura per l'infanzia e psicoanalisi, 2009.
Titles
by James Matthew Barrie (1860-1937) (consultato il 21 dicembre
2010).
Peter
Pan in Kensington Gardens. Illustrated by Arthur Rackham
Peter
Pan, Herbert Brenon (USA 1924)
Peter
Pan (part 1/7), Walt Disney (USA 1953). (consultato il 1 marzo
2011)
Neverland
(2004)
- BAUER, John (1882-1918)
Fantastic
World of John Bauer
- BAUM, Frank Lyman (1900)
- The Wonderful Wizard of Oz, Chicago: George M. Hill
Company 1900.
The
Wizard of Oz (consultato il 30 dicembre 2010).
The
Wonderful Wizard of Oz, Victor Fleming (US 1939) (consultato il
30 dicembre 2010).
- BILIBIN, Ivan Yakovlevich (1876-1942)
Russian
Golden Age Illustrator (consultato il 30 dicembre 2010).
- BOLOGNINI, Nepomuceno (1883-1889)
- Le leggende del Trentino; Rovereto: Tipografia Roveretana
1884
Le leggende del Trentino; Rovereto: Tipografia Roveretana
1889
Le leggende del Trentino; ristampa anastatica (tratta da
diverse edizioni), Bologna: Arnaldo Forni Editore 1997.
Questa ristampa anastatica è tratta da raccolte conservate nella
Biblioteca Comunale di Trento, fra le quali ne abbiamo citate due;
vedi: Bibliografia
delle tradizioni popolari di Giuseppe Pitré.
- BONAVENTURE DES PÉRIERS (1561)
- Les nouvelles récréations et joyeux devis de Bonaventure des
Périers; Lyon: De l'imprimerie de Robert Granjon 1558
Contiene probabilmente la prima versione di Pelle d'Asino, accessibile
nel sito sotto indicato. L'Asino d'oro di Apuleio
era stato ristampato di recente in Francia, ed era stata rapida la
diffusione delle Piacevoli notti di Straparola.
Les
nouvelles récréations et joyeux devis (consultato 15 gennaio
2011).
- BURTON, sir Richard (1882-1885)
- The Book of Thousand Nights and One Night, with Introduction
Explanatory Notes on the Manners and Customs of Moslem Men and Terminal
Essay upon the History of the Nights, 10 voll., London: Burton
Club, for subscribers only, 1882-1884.
Supplemental Nights to the Book of the Thousand and one Nights
with Notes Anthropological and Explanatory, 4 voll., London: Burton
Club, for subscribers only, 1885
....But when it was midnight Shahrázád awoke and signalled to
her sister Dunyázád who sat up and said, "Allah upon thee, O my sister,
recite to us some new story, delightsome and delectable wherewith to
while away the waking hours of our latter night." "With joy and goodly
gree," answered Shahrázád, "if this pious and auspicious King permit
me." "Tell on," quoth the King who chanced to be sleepless and restless
and therefore was pleased with the prospect of hearing her story...
Molto bella la versione di sir Richard Burton, viaggiatore e narratore
di prim'ordine, fino a vent'anni fa accessibile solo in poche
biblioteche, ora disponibile integralmente e liberamente in rete, con i
suoi dieci volumi, più i quattro di supplementi, che raccolgono favole,
come quella di Aladino, inscritte nella raccolta ma certamente estranee
al suo nucleo originario. Per questo vedi nel sito Breve
storia delle mille versioni.
The
Thousand Night and a Night... & Supplemental Nights...,
edizione integrale dei dieci volumi e dei quattro supplementari (last
updated 100109; consultato il 16 dicembre 2010)
- CALVINO, Italo (1956)
- Fiabe italiane, Torino: Einaudi 1956.
Italo Calvino ha riportato alla luce racconti popolari raccolti da
studiosi, di diversa levatura letteraria e scientifica, che hanno
operato come demologi, così si definivano, in ogni parte
d'Italia, tra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo. L'opera di
Calvino costituisce il punto di partenza per avvicinarsi alla fiaba
senza faticare su scogli linguistici e letterari come quelli di Basile
o delle raccolte dialettali. Nella sua introduzione che apre alla
comprensione del valore delle fiabe popolari, auspica una
ripubblicazione delle raccolte dialettali pubblicate tra la fine del
XIX secolo e l'inizio del XX che sono state la sua fonte.
Indice
delle Fiabe italiane; Torino: Einaudi 1974 (consultato il 4
agosto 2011)
- CAMERON, James (2007)
- Avatar,
The Original Screenplay by James Cameron; (consultato il 14
dicembre 2010).
Avatar
Per una nota sulla lettura ideologica del film vedi Žižek.
- CARROL, Lewis (1865)
- Alice's Adventures in Wonderland. First Edistion with Fortytwo
Illustrations by John Tenniel. London: MacMillan & and Co. 1865
HarryRansomCenter:
First Edition
Alice's
Adventures in Wonderland Illustrated by Arthur Rackham
- CATAUDELLA, Quintino, a cura di (1981)
- Il romanzo antico greco e latino. (Il romanzo di
Nino. Antonio Diogene: Le meraviglie di là da Tule.
Caritone: Le avventure di Cherea e Calliroe. Senofonte Efesio: Abrocome
e Anzia (Racconti efesii). Giamblico: Le storie babilonesi.
Luciano di Samosata: Storia vera.
[Luciano]: Lucio o l'asino. Achille Tazio: Leucippe e
Clitofonte. Longo Sofista: Le avventure pastorali di Dafni e
Cloe. Eliodoro: Le etiopiche. Petronio: Il romanzo
satirico. Apuleio: Le metamorfosi. Storia di Apollonio re di
Tiro.) Firenze: Sansoni 1981
Il romanzo antico ebbe una diffusione e una popolarità tali che
possiamo considerarlo una delle forme narrative dominanti
nell'immaginario europeo, sia popolare sia colto. Pochi esempi: la
traduzione inglese della Storia di Apollonio re di Tiro è il
primo testo in volgare inglese, al quale si ispirò anche Shakespeare
per Pericles, King of Tyre. In questo romanzo compare per la
prima volta il motivo della morte apparente della Bella Addormentata.
Moltissimi altri motivi fiabeschi, ipotizziamo la maggior parte di
questi, potrebbero essere rintracciati nei romanzi antichi, soprattutto
nella storia di Amore e Psiche
contenuta nel'Asino d'oro di Apuleio. La fortuna del romanzo
antico durò ininterrotta fino alla nascita dei due generi che ne
raccolsero integralmente l'eredità: il romanzo moderno, a partire dal Don Quijote, e la favola, a
partire dal Cunto de li cunti,
entrambi secenteschi. Si possono osservare significative corrispondenze
nelle vite dei due grandi autori secenteschi: entrambi soldati di
ventura, per quasi tutta la vita alle prese con gravi difficoltà
economiche.
- CERVANTES SAAVEDRA, Miguel de (1605-1615)
- El ingenioso hidalgo don Quijote de la Mancha; Madrid :
Juan de la Cuesta 1605 (primera parte), 1615 (segunda parte).
Don
Chisciotte della Mancia, Traduzione di Bartolommeo Gamba (1818)
Don Quijote, Orson Welles (film incompiuto).
Don
Chisciotte, Francesco Guccini (2000)
The
man who killed Don Quixote Terry Gilliam (film incompiuto).
- CENERENTOLA
Moovie
connections for Cendrillon (1898-2009)
- CHANDRA,Vikram (1995)
- Red Earth and Pouring Rain, London: Faber 1995; Terra
rossa e pioggia scrosciante, tr. it. Anna Nadotti e Fausto Galuzzi,
Torino: Instar Libri 1998.
Si può leggere questo romanzo come una raccolta new-global di fiabe e
miti, che si intrecciano alla storia contemporanea. Vedi: S. Albertazzi
e A. Gasparini, Il romanzo
new-global
- CHRISTILLIN, Jean-Jacques (1902-1905)
- Contes du Val d' Aoste recueillis dans la Vallée du Cogne;
Aoste: Revue "La Tradition" 1902-1905. Contes du Val D'Aoste.
Recueillis dans la Vallée de Cogne; Quart: A.V.A.S. Musumeci
Editeur, 1992.
Nel sito: Le valet du marchand.
- COLETTE/RAVEL (1925)
- L'enfant et les sortilèges, Fantaisie lyrique en
deux parties; poème de Colette, musique de Maurice Ravel; Paris 1925.
L'Enfant et les Sortilèges, fantasia lirica in due parti,
libretto di Colette, musica di Maurice Ravel. Prima esecuzione:
Montecarlo 1925.
In occasione di una rappresentazione a Berlino Melanie Klein lesse una
presentazione dell'opera, a partire dalla quale scrisse Situazioni
d'angoscia infantile espresse in un'opera musicale e nel racconto di un
impeto creativo, che presentò alla Società Britannica di
Psicoanalisi il 15 maggio 1929.
Il tema è lo stesso del Paese dei mostri selvaggi
di Sendak, e di Coraline di Gaiman e di
Selick.
Sul tema, vedi in questo sito: Anna Antoniazzi e Adalinda Gasparini, Nella
stanza dei bambini. Psicoanalisi e letteratura per l'infanzia.
Bologna: CLUEB 2009. Capitolo IV, La parola magica ...
Il
bambino e gli incantesimi. Fantasia lirica in due parti.
Libretto de Colette, musica di Maurice Ravel; tr. it. di Marion
Chateauvieux. (consultato il 19 dicembre)
L'enfant et les sortilèges,
Versione per balletto di Jiri Kylian col Nederlands Dans Theater,
Orchestra di Parigi, diretta da Lorin Maazel. (consultato il 19
dicembre 2010).
http://www.youtube.com/
part.1. consultato il 19 dicembre 2010.
http://www.youtube.com/
part.2. consultato il 19 dicembre 2010.
http://www.youtube.com/
part.3. consultato il 19 dicembre 2010.
http://www.youtube.com/
part.4. consultato il 19 dicembre 2010.
http://www.youtube.com/
part.5. consultato il 19 dicembre 2010.
- COLTRO, Dino (1991)
- Fole e lilole. Fiabe della tradizione orale veronese;
Venezia: Marsilio 1991.
"Nella fiaba che ancora resta patrimonio dell'oralità contadina, la
'patina' del quotidiano (linguaggio, immagini, aspetti, tematici) non
arriva mai a coprire o cancellare 'l'eccezionale'. Si può dire, anzi,
che proprio 'l'eccezionale' costituisca l'elemento narrativo della
oralità." (Ivi, Introduzione, p. LIII).
Nel sito: La fontana che
brila, l'albero che canta e l'ucelin belverde
- COMPARETTI, Domenico (1875, 1866)
- Novelline popolari italiane, Roma-Torino-Firenze:
Loesher 1875.Ristampa anastatica, Bologna: Arnaldo Forni Editore
1968.
Saggi
dei Dialetti Greci dell'Italia Meridionale. Raccolti ed illustrati da
Domenico Comparetti. Pisa: Presso i Fratelli Nistri 1866.
(consultato il 17 marzo 2011).
Novelline
popolari italiane (1875) (consultato il 10 febbraio 2011)
Nel sito: Fiore di mare
- CORONEDI BERTI, Carolina (1883)
- Favole bolognesi. Al sgugiol di ragazù; Bologna:
Premiato Stabilimento Tipografico Successori Monti 1883; Ristampa
anastatica, Bologna: Arnaldo Forni Editore 2000.
- CRISTOFORO ARMENO (1557)
- Peregrinaggio di tre giovani figliuoli del re di Serendippo;
Venezia: Michele Tramezzino 1557. Peregrinaggio di tre giovani
figliuoli del re di Serendippo, a cura di Renzo Bragantini; Roma:
Salerno Editrice 2000.
L'opera uscì pochi anni dopo la pubblicazione delle Piacevoli notti,
e una delle ipotesi su chi si nascondesse dietro lo pseudonimo di
Cristoforo Armeno - che indica la religione dell'autore e il suo legame
con l'oriente - è che fosse lo stesso scrittore che aveva scelto lo
pseudonimo Straparola
per le Piacevoli notti.
Fecondo incontro fra culture diverse, il libro fu tradotto in francese
nel 1717 e in inglese nel 1719. Dopo averlo letto, sir Horace Walpole
da Serendib coniò il termine serendipity, in una lettera del 28
gennaio 1754 indirizzata all'amico Horace Mann, che viveva a Firenze.
Le particolari qualità che il termine indicava caratterizzano il
procedimento di indagine del detective. Pare inoltre che Voltaire
scrivendo Zadig avesse presente il Peregrinaggio. L'opera di
Cristoforo Armeno era un rimaneggiamento, più che una traduzione, di
una storia persiana, eppure, per un suo motivo narrativo è conesso a
una novella del Pecorone di Giovanni Sercambi.
The
Three Princes of Serendib. By Richard Boyle © 2000. Part Two
(consultato il 28 dicembre 2010).
La
serendipità in Cristoforo Armeno. Comunità armena di Roma. Di
Barbara Najarian (consultato il May 14th 2010)
Il
giallo e il noir. Parte prima: La detection dal cavalier
Dupin a Sherlock Holmes, di Massimo Bonfantini (consultato il 28
dicembre 2010).
Encyclopaedia
Iranica. Italy xi. Translations of Persian Works in Italian.
(consultato il 28 dicembre 2010).
Peregrinaggio
di tre giovani figliuoli del re di Serendippo (II-V) HASHIMOTO
Katsuo (consultato il 28 dicembre 2010).
- DE GUBERNATIS, Angelo
(1893-1895)
- Rivista delle tradizioni popolari italiane. Direttore
Angelo De Gubernatis, Roma 1893-1895. 2 voll. Anno I, 1 Aprile
1894, fascicolo V, p. 353-356.
Le novelle indiane del Panciatantra e il discorso degli animali
di Agnolo Firenzuola; Firenze: Tipografia Cellini e C. 1864.
Nel sito: Mo finì 'l tonto
Le
novelline di Santo Stefano in Calcinaia raccolte da Angelo De
Gubernatis e precedute da una introduzione sulla parentela del mito con
la novellina. Torino: Augusto Federico Negro Editore 1869.
Mythologie
des plantes, ou les légendes du règne végétal; Paris: C.
Reinwald 1878-82.
Zoological
Mythology or the Legends of Animals; London: Teubner 1872; 2
volume (consultato il 29 dicembre 2010).
Mitologia
comparata, Milano: Hoepli 1887 (consultato il 29 dicembre
2010).
- DE ROSSI DI SAN GIULIANA,
Hugo (1912)
- Märchen und Sagen aus dem Fassetale, Innsbruck:
1912. Fiabe e leggende della Val di Fassa. I Parte. Nuova
edizione a cura di Ulrike Kindl. Trad. Amalia Zacchia. San Giovanni,
Vigo di Fassa/Vich: Istitut Cultural Ladin "majson di fašegn", 1984.
Nel sito: Čian Bolfin.
- DE SAINT éXUPERY, Antoine (1949)
- Le Petit Prince (in francese) The Little Prince
(in inglese); New York: Reynal &
Hitchcock 1943.
Il Piccolo Principe; trad. it. Nini Bompiani Bregoli,
Milano: Bompiani 1949.
Le
petit prince [Testo francese con i disegni originali].
(consultato il 29 dicembre 2010).
- DE SIMONE, Roberto (1976)
- La gatta Cennerentola. Opera musicale in tre atti
(Prima rappresentazione: 1976)
Da La
gatta Cennerentola: La canzone delle sei sorelle (consultato il
28 dicembre 2010).
- DIRITTI, Giorgio (2005 e 2009)
- Il vento fa il suo giro (E l'aura fai son vir
) (2005)
L'uomo che verrà (2009)
Il film del 2009 parla della tragedia di Marzabotto, ma come di una
storia che il soggetto - la bambina muta da quando era morto il suo
fratellino - deve raccontare, per intrecciare fili altrimenti scissi,
insensati. Alla fine la bambina ritrova la parola per cantare una nenia
al neonato fratellino, che ha salvato dopo la morte di tutta la sua
famiglia. Così alla fine del film del 2005 il giovane riaccende la
stufa della stanza abbandonata alla fine de Il vento fa il suo giro,
film che racconta il rifiuto dell'altro come evento umano, indipendente
da qualunque spiegazione ideologica. In questo film è straziante il
suicidio del 'matto' del villaggio, dopo la partenza del capraio
professore francese, col quale aveva trovato un posto, e un lavoro da
fare.
Il vento
fa il suo giro (E l'aura fai son vir ) (2005)
(consultato il 28 dicembre 2010).
L'uomo che verrà
(consultato il 29 dicembre 2010).
L'uomo
che verrà "Non ho fatto un film né storico né bellico, ma ho
raccontato una storia di persone semplici che vedono arrivare la guerra"
(consultato il 29 dicembre 2010).
- DISNEY, Walt (1901-1966)
- Il più grande narratore di fiabe del XX secolo.
Skeleton
Dance (consultato il 1 marzo 2011)
Snow White and the seven dwarfs
(US 1937) (consultato il 1 marzo 2011)
Biancaneve
e i sette nani (parte I)
Biancaneve
e i sette nani (parte II)
Biancaneve
e i sette nani (parte III)
Biancaneve
e i sette nani (parte IV)
Biancaneve
e i sette nani (parte V)
Biancaneve
e i sette nani (parte VI)
Biancaneve
e i sette nani (parte VII)
Biancaneve
e i sette nani (parte VIII)
Biancaneve
e i sette nani (parte IX)
Biancaneve
e i sette nani (parte X)
Peter Pan (USA 1953)
(consultato il 1 marzo 2011)
http://www.youtube.com/
(parte I)
Peter
Pan (parte II)
Peter
Pan (parte III)
Peter
Pan (parte IV)
Peter
Pan (parte V)
Peter
Pan (parte VI)
Peter
Pan (parte VII)
Peter
Pan (parte VIII)
Cinderella (US 1950)
(consultato il 1 marzo 2011)
Cinderella
(parte I)
Cinderella
(parte II)
Cinderella
(parte III)
Cinderella
(parte IV)
Cinderella
(parte V)
Cinderella
(parte VI)
Cinderella
(parte VII)
- ESIODO (VII sec. a. C.)
- La Teogonia di Esiodo e tre Inni Omerici, nella
traduzione di Cesare Pavese, Einaudi, Torino 1981.
Quando nascono Gaia/Terra, o Urano/Cielo, insieme alla divinità nascono
le corrispondenti realtà fisiche e i nomi. La Teogonia è un breve
repertorio di mitologia greca, ed è poco nota al grande pubblico perché
è priva di una struttura narrativa, come i poemi omerici. Era destinata
al canto, rivolto a un pubblico che conosceva la materia di cui
trattava, come chi assistendo alla messa sa chi erano Gesù e la
Madonna, e non ha bisogno di note esplicative. Il testo probabilmente
aveva per l'aedo la funzione dello spartito per il musicista jazz:
forniva la base per l'improvisazione e le variazioni.
La bellezza di questa opera si rivela lettura dopo lettura, e somiglia
a un'immersione nella sorgente della nostra cultura, che consente di
illuminare la pregnanza e la storia di tante nostre parole e di tanti
elementi della nostra tradizione culturale. Non tutti ricordano che
Esiodo fu il primo poeta a firmare la sua opera, raccontando all'inerno
di essa come proprio lui fu chiamato dalle Muse perché narrasse le loro
storie false che sembrano vere insieme a quelle vere. Quando le Muse
scelgono un loro alunno, gli versano alla nascita sulla lingua una
dolce rugiada, così dalla sua bocca le parole usciranno soavi, più
dolci del miele:
... felice chi è amato dalle Muse:
dalla bocca dolce gli scorre la voce;
perché se qualcuno ha un dolore che gli opprime l'anima,
e gli dissecca anche il cuore, basta che il poeta,
alunno delle Muse, canti la gloria degli uomini primi,
e degli dei beati dell'Olimpo, perché si dissolva
l'angoscia, e lasci tutte le sue pene.
(vv. 94-102)
Nel sito: Teogonia, versione
letterale e versione in endecasillabi, indice dei nomi e link che
facilitano l'accesso ai repertori mitologici e alle versioni
disponibili in rete.
- ESOPO (ca 620-560 a. C.)
- Aesop's Fables, Online Collection
Aesop's Fables
- FEDRO (ca 20-50 d.C.)
-
Superior stabat lupus, longeque inferior agnus.
Tunc fauce improba latro incitatus iurgii causam intulit:
"Cur - inquit - turbulentam fecisti mihi aquam bibenti?"
Laniger contra timens :
"Qui possum - quaeso - facere quod quereris, lupe? A te decurrit ad
meos haustus liquor."
Repulsus ille veritatis viribus:
"Ante hos sex menses male - ait - dixisti mihi".
Respondit agnus:
"Equidem natus non eram!"
"Pater, hercle, tuus - ille inquit - male dixit mihi!"
Atque ita correptum lacerat iniusta nece.
Favole
di Fedro. Commentate da Felice Ramorino. Terza edizione
riveduta e corretta. Torino: Ermanno Loescher, 1892. Ebook and Texts
Archive, American Libraries. Testo latino commentato; (consultato il 23
dicembre 2010).
- FINAMORE, Gennaro (1882)
- Novelle popolari abruzzesi. Prima parte. Lanciano: R.
Carabba Editore 1882; seconda edizione a cura di Emiliano
Giancristofaro [con ristampa anastatica della prima] Lanciano: R.
Carabba Editore 1979.
Il nostro popolo crede a quello che racconta? Se gli si
domanda, risponde: Eh, si racconta! E ciò dice con una cert'aria tra
scettica e dispettosa, che vuol significare: Saranno panzane; ma che
male ci è a correre un po' il mondo incantevole de' fantasmi? La vita
ordinaria non è povera abbastanza perché sia lecito darsi il lusso, di
quando in quando, specie in solenni occasioni, e tra liete brigate, di
una imbandigione di cui la fantasia fa a larga mano le spese? Non si è
forse già sognato e cantato di un antico secolo d'oro? (Prefazione,
p. XIII)
...Si sa, quanto più il narratore è idiota, tanto meno riesce a
persuadersi come un uomo serio possa aver voglia di stare a sentire e
mettere in carta le sue novelle; e, quasi per pia condiscendenza, dopo
molte smorfie, dice il fatto suo, non come ad un fanciullo o ad un pari
suo lo direbbe, ma elevando a suo modo lo stile, abborracciando, e come
va parlato a un uomo cui vuol mostrare gentilmente di non ritenere
rimbambito o affatto perduto il cervello. Il che è a scapito della
naturalezza e della vivacità della forma. Ma io non ho lisciato né
raffazzonato nulla. Presento studi dal vero. (Ivi, p. XV)
Nel sito: Fiore e
Cambedefiore.
- FIRENZUOLA, Agnolo (1493-1543)
- Opere. A cura di Adriano Seroni. Firenze: Sansoni 1958
- LA FONTAINE, Jean de La 1668-1694
- Fables, Paris: 1668-1694
Fables
on line
Favole,
tr. it. Emilio De Marchi (1851 - 1901)
- GABRIELI, Francesco, diretta da
(1948)
- Prima versione integrale dall'arabo diretta da Francesco
Gabrieli, Torino: Einaudi (I millenni) 1949 [Colophon 1948];
(Gli struzzi) 1972, 4 voll.
L'unica traduzione integrale italiana di una raccolta araba,
precisamente l'egiziana (Bulàq, 1835). Reca in appendice, la fiaba di
Aladino già tradotta dalla prima versione araba da Francesco Gabrieli,
che ha supervisionato la traduzione dell'intera raccolta.
Scrivendo il mio saggio su Aladino ho avuto il privilegio di conoscere
Francesco Gabrieli, che mi ha incoraggiato nel mio lavoro
psicoanalitico per la soluzione del piccolo giallo filologico
sulla prima versione tramandata della fortunata storia. [Nel sito: Aladino sul lettino
articolo del 1988, nel quale anticipavo la soluzione]. In una
successiva corrispondenza Francesco Gabrieli mi consigliò di scrivere
all'arabista Muhsin Mahdi, che stava lavorando
allo stesso problema filologico. Muhsin Mahdi mi rispose che l'esame
del primo manoscritto arabo l'aveva portato alle stesse conclusioni
alle quali ero giunta con la mia filologia psicoanalitica.
[Vedi Appendice al capitolo quarto. Una storia della storia di
Aladino: Kabikàj -
Fiaba originaria e sogno originario. Breve storia delle versioni
originarie della 'Lampada di Aladino'. Un contributo psicoanalitico al
problema filologico. Fedeltà, traduzione, tradizione. In Aladino
e la lampada meravigliosa. Viaggio psicoanalitico]
- GALLAND, Antoine (1704-1717)
- Les Mille et Une Nuits. Contes arabes (1704-1717), 1965,
Garnier-Flammarion, Paris 1965, 3 voll. Disponibile in varie traduzioni
italiane, l'opera fu il best-seller del secolo dei Lumi, con
innumerevoli edizioni e oltre cinquanta traduzioni in lingue diverse.
Gli studi dedicati a Galland sono quantitativamente insignificanti
rispetto alla bellezza e all'importanza della sua opera, che resta
probabilmente la migliore porta di accesso alle Mille e una notte.
[Nel sito: Breve
storia delle mille versioni]
Les
Mille et Une Nuits
- GASPARINI, Adalinda
- La
vera storia di Aladino, traduzione dal testo originario
di Antoine Galland e adattamento di A.G.; prefazione di Antonio Faeti;
Milano: Bompiani (I Delfini) 1995.
Vedi nel sito: Breve
storia delle mille versioni.
Le
prime fiabe del mondo, raccolte e tradotte da Basile e Straparola;
Giunti [Gemini], Firenze 1996; Giunti [Scuola] 1999; Brescia: La
Scuola, 1999.
Le prime fiabe pubblicate nel mondo (Venezia XVI secolo, Napoli XVII
secolo), come quelle popolari raccontate a veglia fino all'avvento
della televisione, sono per adulti e bambini: non pedagogizzate,
rappresentano per il bambino la realtà psichica, e possono costituire
uno straordinario strumento per l'apprendimento della lingua....
- GIANANDREA, Antonio, e MANNOCCHI,
Luigi (1878)
- Fiabe e novelle popolari marchigiane. Jesi: Tipografia
Ruzzani 1878; Ristampa anastatica, Palermo: Edikronos 1981.
Nel sito: Lu Re Pesce.
- GIGLI, Giuseppe (1893)
- Superstizioni, pregiudizi e tradizioni in terra d'Otranto,
Firenze: Tipografia di G. Barbèra 1893; Ristampa anastatica, Bologna:
Arnaldo Forni Editore 1979.
- GIOIELLI, Mauro (1993)
- Fiabe, leggende e racconti popolari del Sannio. Cosmo
Iannone, Isernia 1993.
L'antologia include versioni in italiano moderno, altre dai testi dei
ricercatori che andavano raccogliendo fiabe tra la fine dell'Ottocento
e l'inizio del Novecento, e alcune versioni delle minoranze
linguistiche, come quella slavo-molisana.
Nel sito: L' tacc'
taccune d' Maria d' legna, la fiaba serbo-croata Djevojka sa zvijezdom e la
slavo-molisana Das Mädchen mit
dem Stern.
- SER GIOVANNI (1378)
- Il Pecorone. In appendice i "sonetti di donne
antiche innamorate" del ms. II, II, 40 della Biblioteca Nazionale
Centrale di Firenze. A cura di Enzo Esposito; Ravenna: Longo Editore
1974. Nel sito: L'aquila d'oro.
- GORTANI, Luigi (1904)
- Tradizioni popolari friulane, Udine: Tipografia Domenico
Del Bianco 1904.
Nel sito: Meni Fari. Da
wikipedia Luigi
Gortani
- GRIMM, Jakob e Wilhelm (1812-1815)
- Fiabe per i fanciulli e per la famiglia (1812-1815).
Tr.it. Mondadori, Milano 1980, 3 voll.
La raccolta può essere considerata un ponte tra le versioni antiche
(come quelle di Straparola
e Basile) e le più recenti, dalle quali sono
stati rimossi gli elementi più conflittuali e perturbanti. Dimenticando
che è la loro presenza a rendere appassionante la storia degli attanti
che vengono a capo di qualunque difficoltà.
Le
fiabe e le favole dei Fratelli Grimm
- GROOME, Francis Hindes (1899)
- Gypsy Folk Tales
Gypsy
Folk Tales (consultato il 17 marzo 2011).
- GUARNERIO, Pier Enea (1886)
- Il Dialetto catalano d'Alghero. Saggio di Pier Enea
Guarnerio, nell'Archivio glottologico italiano, diretto da Graziadio
Isaia Ascoli. Volume nono, pp. 261-364. Roma Torino Firenze: Ermanno
Loescher 1886.
Alle pagine 261-364 si possono leggere le fiabe in catalano raccolte da
Pier Enea Guarnerio dalla viva voce di pastori e contadini: 1
Rundalija de Belindu lu mostru; 2 de Cirurè; 3 de G'univeldana, 4 de
don Nicora; 5 del Magu; 6 de un rej i de us sous tres fils; 7 de mestru
Françiscu; 8 Lu paldàl velt; 9 Lu Calbunaju; 10 Maria Antaurara.
In questo sito: Rundalija de Belindu lu mostru
Guarnerio,
Fiabe (consultato il 18 marzo 2011)
- HADDAWI, Husain (1990)
- The Arabian Nights. Translated by H. H. Based on the text
of the Fourteenth-Century Syrian Manuscript edited by Muhsin Mahdi.
W.W. Norton & Company, New York - London, 1990
Le Mille e una notte, Prima traduzione italiana del più
antico manoscritto arabo stabilito da Muhsin Mahdi, tr. it. Roberta
Denaro e Mario Casari, Roma: Donzelli Editore 2007.
L'opera di Husain Haddawi è la prima e al momento la sola
traduzione filologica di un manoscritto antico delle Mille e una
notte, precisamente di quello (sec. XIV) che si fece mandare
Galland per tradurre le magnifiche fiabe orientali . Il lettore può
entrare in contatto diretto con la fonte antica della raccolta di
Galland e delle raccolte arabe dell'Ottocento. Le fiabe non sentono il
peso del tempo, e la loro bellezza non ha nulla a che fare col rigore
filologico. Ma, come l'appassionato di miti ritrova una sorgente se
legge Esiodo, e chi ama le fiabe la ritrova leggendo Basile o Pitré,
così chi ama le Mille e una notte sentirà in questa versione la
loro grazia sorgiva. In questa versione viene rispettata la divisione
fra le notti, con le formule, ricorrenti ma di grande varietà, che
notte dopo notte ricreano la cornice del racconto nella relazione fra
la narratrice Shahrazàd, il sultano Shahriyar suo sposo che fino alla
fine non rinuncia all'intenzione di farla uccidere all'alba, e
Dinarzad, la sorella minore di Shahrazad, che nell'ora che precede il
giorno le chiede di riprendere il racconto. L'insonnia del crudele
Shahriyar, ed era insonne anche il califfo Harun ar-Rashid,
protagonista di molte storie delle Mille e una notte, apre uno spazio
al racconto della figlia del visir.
Nel sito: La
storia delle tre mele, una delle prime narrate da Shahrazad al
sultano, una singolare storia poliziesca.
- HURRINGTON, Curtis (1971)
- Who Slew Auntie Roo? (Chi giace nella culla di zia Ruth?
), GB USA 1971.
Una ricca vedova ha perso la figlioletta in un tragico incidente, e non
si è mai rassegnata. I suoi due domestici si approfittano di lei
insieme a un sedicente medium per scucirle denaro. Durante le feste di
Natale le si presenta l'opportunità di ospitare degli orfani, quando la
piccola Clarine varca la soglia di casa e a lei pare di vedere la
figlioletta morta. Per questo decide di tenerla con sé, ma il fratello
della piccola scambia le buone intenzioni della vedova per qualcosa di
molto peggio. Introdottosi in casa convince la sorella che la signora
che li ospita altri non è che la strega di Hansel e Gretel: decideranno
di agire di conseguenza.
Il film ibrida la favola di Hansel e Gretel con Psycho,
senza prendersi troppo sul serio, adottando dickensiani orfani fin
troppo pronti a difendersi.
- ILLUSTRATIONS
IN FAIRY TALES
Illustrations
in fairy Tales from Early 20th Century Europe
- IMBRIANI, Vittorio (1887)
- LA NOVELLAJA FIORENTINA. Fiabe e novelline stenografate in
Firenze dal dettato popolare da Vittorio Imbriani. Ristampa accresciuta
di molte novelle inedite di numerosi racconti e di note, nelle quali è
accolta integralmente LA NOVELLAJA MILANESE dello stesso raccoglitore.
Livorno: Tipi di F. Vigo 1877. Ristampa anastatica con prefazione di
Marcello Vannucci; Palermo: Edikronos 1981.
Con questo testo si entra in contatto con le prime raccolte rispondenti
a criteri sia romantici, sia positivistici: per il romantico i
narratori analfabeti, depositari di un sapere primigenio, conservavano
l'autentico spirito popolare, per il positivista sono una fonte
'oggettiva' da ascoltare e trascrivere senza variare il senso né la
lettera. Imbriani correda ogni fiaba di ampi riferimenti ad altre
versioni, sia popolari che appartenenti alla tradizione letteraria.
Nel sito: Re porco e El Tredesìn.
La
novellaja
fiorentina, Vittorio Imbriani (consultato l'8 febbraio 2011).
- JACOPO DA VARAGINE
(1228-1298)
- Leggenda aurea; trad. dal latino di Cecilia Lisi; Firenze:
Libreria Editrice Fiorentina 1990; 2 voll.
Legenda aurea. Presentazioni di Franco Cardini e Mario
Martelli. Testo e note a cura di Arrigo Levasti. Firenze: Le Lettere
2000, 2 tomi.
"Se si dovessero salvare da un cataclisma i dieci libri che hanno fatta
l'Europa, un posto spetterebbe di diritto alla Legenda aurea sive
legende sanctorum" (Franco Cardini, prefazione, op. cit.) di Jacopo
da Varagine (o Jacobus de Voragine - Varazze), domenicano, che fu anche
arcivescovo di Genova. Forse fu il primo traduttore della Bibbia in
volgare, e con la Legenda Aurea, raccolse e ordinò storie
edificanti, di santi, miracoli, di pagani puniti o convertiti, adatte
alla lettura e tali da ispirare pittori e scultori fino al sec. XVI. Si
può avere un'idea della sua diffusione pensando agli oltre mille
manoscritti latini giunti fino a noi, ai circa cinquecento codici in
lingue volgari, alcuni con miniature straordinariamente belle, ai quasi
cento incunaboli del XV secolo, alle molte edizioni del sec. XX, fra i
quali quella delle Lettere, sopra citata, è corredata da molte
riproduzioni di opere pittoriche ispirate direttamente alla Legenda
aurea. riproduzioni recenti, come quella de Le Lettere che ci
sono pervenuti, sia dalla onnipresenza delle storie di santi di questa
raccolta nell'iconografia medievale e rinascimentale. Nel libro sono
presenti molti motivi fiabeschi, e storie assurde, come quella
dell'imperatore Nerone che volendo rimanere incinto ordinò ai suoi
medici di provvedere, pena la morte. I medici allora gli fecero
ingoiare un girino, e quando alcuni mesi dopo Nerone ebbe grandi dolori
di pancia gli somministrarono un lassativo che fece uscire una rana.
Nerone ne teneva gran conto, e la teneva in un guscio di tartaruga.
Nell'incendio di Roma del quale incolpò i cristiani, il guscio con la
rana bruciò in un luogo che in onore della creatura di Nerone da testudo,
tartaruga, fu denominato Testaccio.
Particolarmente interessante la storia di Giuda Iscariota, che coincide
col mito di Edipo: dopo aver scoperto di aver ucciso suo padre Ruben e
sposato sua madre, Giuda per espiare il suo peccato si unisce a Gesù
come suo discepolo. La storia in latino è presente nel link
sottonotato.
Legenda
aurea, Testo latino incompleto (consultato il 12 marzo 2011).
Illustrazioni
medievali della Legenda Aurea (consultato il 12 marzo 2011).
- KHAIR, Tabish (2004)
- The Glum Peacock. Illustrated by Nilima Eriyat. Delhi:
Zubaan Books 2008.
Il libro ha preso forma contro la politica identitaria
dominante: si dovrebbe scegliere se appartenere a questo o a quello. Il
cigno è bianco. Il corvo è nero. E il povero pavone? Ha tutti i colori
possibili. Come può vivere? Cosa può essere? Bene, la risposta è:
cos'altro può essere se non un pavone?
[...]
Credo che prendiamo in giro noi stessi quando permettiamo al mondo di
dirci cosa siamo. Comunque è molto difficile imparare a guardare il
proprio sé. Ed è duro vivere con la differenza. Si può leggere nella
storia e nei quotidiani quante volte delle persone vogliono sterminare
persone diverse, o 'civilizzarle' omologandole a sé. Essere diversi
rende la vita molto più difficile. Due cose procedono appaiate:
lasciare che gli altri siano quello che sono e permettere a noi stessi
di essere quel che siamo. Se ne deducono due condizioni necessarie:
reciproco rispetto e benessere personale. Penso che sia questo che
tutti noi, come il Pavone, dobbiamo imparare. E cercare di non
dimenticarlo.
(A proposito di "The Glum Peacock", dall'intervista del 20 febbraio
2009 di Padmini Mongia a Tabish Khair, sotto citata; trad. it. A.
Gasparini)
The Bust Stopped, London: Picador 2004; Il bus si è
fermato, tr. it. Adalinda Gasparini, Roma: Nova Delphi 2010.
Gli esseri umani sono come pezzi di stoffa nella pioggia del
tempo: porosi. Le culture filtrano in noi: acquistiamo peso con la
nostra storia e con le storie di tutti gli altri.
(Il bus si è fermato; voce narrante: l'eunuco Parvati/Farhana)
Sito Tabish Khair
Intervista
del 20 febbraio 2009 di Padmini Mongia a Tabish Khair, Oxford
Bookstore. Literary Review; (consultato 11 gennaio 2010).
Nova
Delphi Libri - Tabish Khair
Vedi nel sito, da Il bus si è fermato, La
storia di Zeenat
- MANFREDI, Teresa e Maddalena, e ZANOTTI, Teresa Maria e Angiola Anna Maria (1742)
- La Chiaqlira dla Banzola O per dir mìi fol divers Tradutt dal
parlar Napulitan in lengua Bulgnesa per rimedi innucent dla sonn, e dla
malincunj dedica' al merit singular del nobilissim dam d' Bulogna.
In Bulogna MDCCXLII. Per Ferdinand Pisarr, all'Insegna d'S. Antoni. Con
Licenza di Superiur.
La Ciaqlira dla Banzola o sia zinquanta fol detti da dis donn in
zeinq giurnat per rimedi innuzèint dla sonn e dla malincunì. Traduzion
dal napolitan in lèingua bulgnèisa. Boulogna 1883; Ristampa
anastatica Milano: Studio Editoriale Insubria 1979.
La versione bolognese, fedele e integrale, del testo di Basile apparve
nel 1742, per avere la versione italiana si dovette aspettare Benedetto
Croce. Preziosa per chi volesse osservare il grado massimo di
traducibilità della fiaba, qui fra la lingua popolare e colta di Basile
e quella della Ciaqlira, più vicine tra loro che all'Italiano
contemporaneo.
Le sorelle Manfredi e le sorelle Zanotti, alle quali si deve la
traduzione in lingua bolognese, non figurano sul libro.
Nel sito: La zinderlazza
(La Gatta Cennerentola)
La
Chiaqlira dla Banzola o per dire mìi fol divers tradutt dal parlar
Napulitan in lengua Bulgnesa....
- LA SORSA, Saverio (1927-1938)
- Fiabe e novelle del popolo pugliese. Con prefazione
di A. Mari, 2 voll.; Roma-Bari: F. Casini & Figlio Editori
1927-1928.
Leggende poetiche di Puglia. Catania: Prampolini
1938.
Nel sito: Rè fendana d'aure
- LUCIANO DI SAMOSATA (120-180)
- Ἀληθῆ διηγήματα [Alethè dieghèmata, Storie vere]
Iniziando la sua opera, il siriano Luciano avverte che la sola verità
che vi è contenuta è che non c'è nulla di vero, e ricorda quanti
insigni personaggi hanno narrato cose mai viste e mai udite:
Duca di costoro e maestro di tale ciarlataneria fu l'Ulisse
d'Omero, che nella corte d'Alcinoo contò della cattività de' venti, di
uomini bestioni e salvatici con un solo occhio in fronte, di belve con
molte teste, de' compagni tramutati per incantesimi, e di tante altre
bugie, che ei sciorinò innanzi a quei poveri sciocchi dei Feaci.
Abbattendomi in tutti costoro io non li biasimavo troppo delle bugie
che dicono, vedendo che già sogliono dirle anche i filosofi, ma facevo
le meraviglie di loro che credono di darcele a bere come verità." (Dal
Libro I)
Detto questo, il racconto procede come un realistico resoconto di
viaggio, narrando di un viaggio al di là delle Colonne d'Ercole, di un
viaggio sulla Luna, e dell'ingoiamento della nave con tutto
l'equipaggio da parte di una balena fantasticamente grande. Questo
romanzo antico ebbe probabilmente una fonte nelle Meraviglie al di
là di Thule di Luciano di Samosata, ed esercitò un influsso
difficile da quantificare sulle favole e sulla letteratura successiva.
Per comprendere la sua importanza basti pensare a opere come L'Orlando
furioso di Ludovico Ariosto, I viaggi di Gulliver di
Jonathan Swift, Pinocchio di Collodi, Ventimila leghe sotto
i mari di Jules Verne.
Di
una storia vera, traduzione italiana di Luigi Settembrini
(1862) (consultato il 29 dicembre 2010).
- LETTERIO DI FRANCIA (1931)
- Fiabe e novelle calabresi. Seconda parte; in: Pallante.
Studi di filologia e folklore diretti da P. S. Leicht, F. Neri & L.
Suttina. Fascicoli settimo e ottavo. Ottobre 1931 - IX, ottobre 1931;
Giovanni Chiantore, Successore Ermanno Loescher 1931.
Nel sito: La ricotta janca.
- MANGO, Francesco (1890)
- Novelline popolari sarde. Raccolte e annotate da Francesco
Mango; Palermo: Libreria internazionale Carlo Clausen 1890;
ristampa anastatica, Bologna: Arnaldo Forni Editore 1987.
Novelline
popolari sarde. A cura di Cristina Lavinio. Riedizione
dell'opera Novelline popolari sarde. Raccolte e annotate dal Dott.
Francesco Mango, Palermo, Libreria internazionale Carlo Clausen (già
Luigi Pedone Lauriel), 1890. ; Nuoro: Ilisso 2005 (consultato l'8 marzo
2011)
In
Limba : Novelline popolari sarde , n. 2. Tradizione popolare
trascritta da Francesco Mango. Regia: Cristina Maccioni; musica Stella
Veloce; tecnico audio Davide Zurru; letture: Clara Murtas. Editore: RAI
Sardegna, 13/11/2010 (versione mp3) (consultato l'8 marzo 2011)
Nel sito: Is tresgi bandius.
- MARGHERITA D'ANGOULÊME, regina
di Navarra (1558)
- Heptaméron des Nouvelles, 1558
Eptamerone; Prefazione e prima versione italiana di
Francesco Picco. Milano: Bietti, Classici del Ridere, 1973.
- MASUCCIO SALERNITANO (1890)
- Il Novellino di Masuccio Salernitano.
Il
Novellino di Masuccio Salernitano restituito alla sua antica lezione da
Luigi Settembrini ; Napoli, presso Antonio Morano
Libraio-Editore 1874. (consultato il 27 agosto 2011)
- MAZZINI, Ubaldo (1911)
- Saggio di folklore spezzino, in: "Archivio per
la etnografia e la psicologia della Lunigiana", diretto da G. Sittoni e
G. Podenzana Saggio di folklore spezzino; "Archivio per la
etnografia e la psicologia della Lunigiana", diretto da G. Sittoni e G.
Podenzana; La Spezia: 1911. Saggio di folclore spezzino. La
Spezia : Ente Provinciale Turismo 1974
I feno 'n beo pranso grande e grosso,
Me a eo sotto a toa e i m'han cacià n' osso
Ch'i m'è arestà zü per er canoosso.
Toca un po' chi com'a gh'ho grosso!
(Formula di chiusura de O dente d'oo)
Nel sito: O dente d'oo.
- MÉLIÈS, Georges (1899, 1903)
- Cendrillon (France, 1899)
Alle fiabe più famose del mondo si sono ispirati i primi film: un
intreccio fra l'antica sempre attuale potenza narrativa della favola e
quella nuova del cinema.
Cendrillon
(France, 1899) (consultato il 29 dicembre 2010).
La
Lanterne Magique (France, 1903) (consultato il 29 dicembre
2010).
Cendrillon
(France, 1899) (consultato il 29 dicembre 2010).
La
Lanterne Magique (France, 1903) (consultato il 29 dicembre
2010).
Les
hallucinations du baron de Münchhausen
(France, 1910) (consultato il 7 agosto 2011).
- LE MILLE E UNA NOTTE
- Vedi in questa pagina: F. Galland, F. Burton, F. Gabrieli, H. Haddawi.
Per la lettura integrale di altre
versioni inglesi delle Mille e una notte (Dom Chavis & M.
Cazotte, Arabian Tales, 1792; Sylvanus Hanley, Caliphs and
Sultans, 1870; Jonathan Scott, Arabian Nights, 1890; John
Payne, The Book of the Thousand Nights and One Night,
1882-1901; W.F. Kirby, The New Arabian Nights, 1883; W.A.
Clouston, The Bakhtyar Nama, 1883, The Book of Sindibad,
1884; E. Dixon, Fairy Tales from the Arabian Nights, 1893, More
Fairy Tales from the Arabian Nights, 1895; Andrew Lang, Arabian
Nights, 1898; J. W. Scott, Jack Hardin's Arabian Nights,
1903; Edward Lane, Arabian Nights, 1909), si rimanda al sito wollamshram.ca.
Queste opere, ora liberamente accessibili, erano fino a vent'anni fa
riservate ai frequentatori di ricche biblioteche.
The
Thousand Nights and a Night last updated on 100109 (consultato il
16 dicembre 2010).
- MOZART, Wolfang Amadeus, e
SCHIKANEDER, Emanuel (1791)
- Die Zauberflote Prima rappresentazione, Vienna: 30
settembre 1791.
Il flauto magico, disegno animato di Emanuele Luzzati e
Giulio Gianini (1978)
Il
flauto magico,
di E. Luzzati e G. Gianini; Papageno e Papagena, ;
(consultato il 7 agosto 2011)
Il
flauto magico,
di E. Luzzati e G. Gianini; Parte prima; (consultato il 7 agosto
2011)
Il
flauto magico,
di E. Luzzati e G. Gianini; Parte seconda; (consultato il 7 agosto
2011)
Il
flauto magico,
di E. Luzzati e G. Gianini; Parte terza; (consultato il 7 agosto
2011)
Il
flauto magico,
di E. Luzzati e G. Gianini; Parte quarta; (consultato il 7 agosto
2011)
- MUSSO, Guido (1996)
- Conte, fàule e legende dla tradission popolar piemontèisa
contà da l'anvod dij Bré e barba Guido; Torino: Piemonte in
Bancarella 1996.
- NERUCCI, Gherardo (1880)
- Sessanta novelle popolari montalesi. (Circondario
di Pistoia). Raccolte da Gherardo Nerucci. Successori Le Monnier,
Firenze 1880. Rist. an. a cura di Roberto Fedi, Rizzoli, Milano 1977.
Come Imbriani, Nerucci raccolse le
sue fiabe da narratori analfabeti, ma non seguendo alla lettera il
criterio demologico imperante, dichiarò di averle lievemente
modificate, secondo un criterio comunque popolare: La novella nun è
bella se sopra non ci si rappella. Il risultato è una delle più
belle raccolte ottocentesche.
Nel sito: La bella
Caterina ovvero la novella de' gatti, La Regina Marmotta
Sessanta
novelle popolari montalesi, Edizione integrale on line.
(consultato il 29 dicembre 2010)
- IL NOVELLINO (XIII sec.)
- Il Novellino. L'anonimo autore, sicuramente
toscano, probabilmente ghibellino, compose la raccolta di cento novelle
traendole da fonti latine, medievali, provenzali. La prima edizione a
stampa è del 1525.
Il
Novellino ossia Libro di bel parlar gentile, ridotto a uso
delle scuole e riveduto nei manoscritti da Domenico Carbone, con
aggiunta di dodici novelle di Franco Sacchetti e con note di vari.
Firenze: G. Barbèra Editore 1872 (consultato il 27 agosto 2011)
- OVIDIO (43 a.C.-18)
- Metamorphoseon Libri XV.
Le metamorfosi, Testo latino e traduzione in versi italiani di
Ferruccio Bernini, Bologna: Zanichelli 1983, 2 voll.
Fondamento essenziale dell'immaginario mitologico nel Medio Evo, senza
rivali come repertorio mitologico prima della diffusione della lingua
greca antica (vedi Boccaccio), merita di
essere più letta e consultata. Raccontando tutti i miti più importanti,
con un livello espressivo insuperabile, Ovidio ci sorprende per la
finezza e psicologica e la modernità nel cogliere l'umanità dei
personaggi. Da raccomandare a si illuda che la sensibilità moderna sia
superiore all'antica.
Le
Metamorfosi. Traduzione di Giovanni Andrea dell'Anguillara
(1563) (Traduzione integrale italiana) (consultato il 15 marzo 2011)
Metamophoseon
(testo latino integrale) (consultato il 15 marzo 2011)
The
Metamorphoses by Ovid. Engravings by Johannes Baur (1703). The
Ovid Project: The Images from the 1640 Edition Traslated by George
Sandys. (consultato il 15 marzo 2011)
- Metamorfosi, Torino: Einaudi 1979 e 1994;
Testo a fronte. Con un saggio di Italo Calvino. A cura di Piero Bernardini Marzolla. pp. 705.
- PANCHATANTRA
- Un re indiano affida l'educazione dei tre principi suoi figli al
saggio Visnusarman, che scrive per loro i cinque libri del Panchatantra.
I tre principi lo leggono e in sei mesi diventano colti e saggi. Il
nucleo narrativo è stato fatto risalire a un periodo tra il II e il VI
secolo d.C. Come per le Mille e una notte, i manoscritti più
antichi che ci sono pervenuti sono del XIII secolo, fra i quali il
manoscritto persiano Marzban-name, di Sa'doddin Varavini, che
traduce il primo dei cinque libri del Panchatantra.
Una raccolta antica, intitolata Tantrakhyâyika, risalirebbe a
un periodo compreso fra il II e il VI secolo d.C.; e da una versione in
pahlavi del VI secolo serebbe derivata la versione araba
dell'VIII secolo: Kalila e Dimna. La materia è quella del primo
libro del Panchatantra, il cui tema è la separazione degli
amici, e i protagonisti sono due sciacalli, che tramano per far
litigare il leone e il toro, signori degli animali. Da una versione in
lingua ebraica di questo manoscritto arabo deriverebbe la prima
versione latina (Giovanni da Capua, Directorium humanae vitae,
XIII sec.), da questa la prima versione in italiano (La moral
filosophia del Doni, tratta da gli antichi scrittori; allo illustriss.
Signor don Ferrante Caracciolo dedicata. In Vinegia : per
Francesco Marcolini, 1552 ) e altre versioni europee. Nel XIII sec. il
poeta italiano Baldo aveva scritto alcune favole in latino, Novus
Esopus, probabilmente basandosi su un manoscritto arabo. Da una
versione spagnola Agnolo Firenzuola trasse la sua versione, La
prima veste de' discorsi degli animali, trasferendo l'ambientazione
del primo libro del Panchatantra sull'appennino toscano
(Firenze: appresso I Giunti, 1548; in Firenzuola, Opere, a cura
di E. Ragni; Roma: Salerno Editrice 1971; pp. 439-518). Nel XVI secolo
Giulio Nuti aveva tradotto in italiano la versione greca del Pañcatantra
di Simeon Seth, ebreo bizantino del sec. XI. Nell'Ottocento Angelo De Gubernatis ripubblicò La prima
veste de' discorsi degli animali di Agnolo Firenzuola.
La raccolta contiene motivi favolistici che rimandano indietro alla
favolistica classica di Esopo e di Fedro (I sec. d. C.) sia alla favolistica successiva
e alla fiaba. Si veda ad esempio in Straparola
la favola dell'Asino Brancaleone, (Notte X, favola II) che
riprende il confronto fra l'animale affamato e vessato e il sovrano che
non teme confronti, già contenuto nel Panchatantra, dando alla
storia una trama diversa, nella quale alla fine le risorse dell'asino
trionfano sul prepotente dominatore consentendogli di vivere in pace
sfamandosi ogni giorno senza portare il basto.
Alla struttura della raccolta è connesso indirettamente Il
Peregrinaggio dei tre giovani figliuoli del re di Serendippo di Cristoforo Armeno, per la storia
cornice, che riguarda l'educazione di tre principi. Se riconosciamo nel
Panchatantra il più antico libro di racconti, possiamo dire che è il
primo a organizzare storie diverse con una storia cornice. In questo
caso la cornice riguarda l'educazione perfetta, dei futuri sovrani,
nelle Mille e una notte le favole vengono narrate per evitare
che il sultano metta a morte la sposa narratrice Shahrazad, come ha
fatto con le precedenti. La cornice è diversa perché è una donna a
raccontare, di cui si dice che era immensamente colta, simile quindi a
Visnusarman, il saggio che scrive le cinque parti del Panchatantra
per i tre principi: lo scopo è comunque l'educazione del sovrano, volta
in questo caso a mitigare la sua crudeltà, che si traduce
nell'eliminazione della parte femminile. La prima grande cornice
letteraria dell'Occidente, quella del Decameron, non sembra
volta a educare nessuno, e i narratori sono gli stessi ascoltatori:
sono giovani che si educano a vicenda, in un contesto che pone
l'educazione attraverso le favole o le novelle come un piacere mutuo,
fra uomini e donne. Si potrebbe pensare a un terzo passaggio (giovani
che si raccontano novelle a vicenda), che ha nel Panchatantra
il primo (un saggio che scrive per educare tre giovani principi), e
nelle Mille e una notte il secondo (la sposa che racconta per
educare il sultano suo sposo a non uccidere né lei né altre donne). Il
pericolo mortale nel Decameron è nella peste di Firenze del
1348: la lettura delle pagine di Boccaccio dedicate alla città durante
l'epidemia permette di comprendere lo sfondo dal quale traggono ragione
e senso le novelle. I giovani narratori e ascoltatori del Decameron
soggiornano in villa per far passare il tempo della peste, che sta
annientando la città. Si può ricordare quanto ha scritto Walter
Benjamin, che è la morte a dare dignità al racconto.
La distruzione e la morte di fronte alle quali solo il racconto
permette di non soccombere sono presenti nel tema della successione al
trono, che è della cornice del Panchatantra e del Peregrinaggio
cinquecentesco. Significativo che in entrambe le raccolte i principi
siano tre, come i figli del re di tante fiabe, che attraverso prove di
coraggio, di intelligenza o d'amore deve scegliere fra loro il
successore al trono.
The
Panchatantra. A Collection of Ancient Hindu Tales. In the
recension, called Panchakhyanaka, and Dated 1199 A.D., of the Jaina
Monk, Purnabhadra. Critically Edited in the Original Sanskrit by Dr.
Johannes Hertel, Oberlehrer am Koeniglichen Real-Gymnasium, Doebeln,
Saxony. Cambridge, Massachusetts. Published by Harvard University 1908.
(consultato il 29 dicembre 2010)
Pancha Tantra: The
Donkey without Brain consultato il 29 dicembre 2010).
Pancha
Tantra: The Wise Gander (consultato il 29 dicembre 2010).
Pancha
Tantra: The Two Headed Weaver (consultato il 29 dicembre 2010).
Panchatantra
Tales: Common Sense (consultato il 29 dicembre 2010).
- NOEL, François, POZZOLI,
Girolamo, ROMANI, Felice, PERACCHI, Antonio (1819-1825)
- Dizionario della favola o mitologia greca, latina, egizia,
celtica, persiana, siriaca, indiana, chinee, maomettana, rabbinica,
slava, scandinava, affricana, americana, araba, iconologica,
cabalistica, ecc., ecc., di Fr. Noel tradotto dal francese sulla terza
edizione del testo con correzioni ed aggiunte anche di nomi
appartenenti alla storia antica da Girolamo Pozzoli. Dal III vol.: Dizionario
d'ogni mitologia e antichità continuato e ampliato dal prof. Felice
Romani e dal D.r Antonio Peracchi] 6 voll. Milano Tipografia e
Calcografia di Batelli e Fanfani, 1819-1825. 6 volumi.
Dizionario
d'ogni mitologia e antichità incominciato da Girolamo Pozzoli
sulle tracce del dizionario della favola di Fr. Noel continuato ed
ampliato dal prof. Felice Romani e dal Dr. Antonio Peracchi. Volume
III. Milano, presso Batelli e Fanfani Tipografi e Calcografi. MDCCCXXII
- PAYNE, John (1901)
The
Book Of The Thousand Nights And One Night: Now First Completely Done
Into English Prose and Verse, from the Original Arabic by John
Payne; London: Delhi Editions, for subscribers only, 1901. (consultato
il 29 dicembre 2010).
- PERRAULT, Charles, 1697
- Les Contes de ma Mère l'Oye, Paris: Barbin 1697; I
racconti di Mamma l'Oca, in Fiabe francesi della corte del re
Sole e del secolo XVIII, tr. it. Elena Giolitti con la
collaborazione di Diego Valeri per la traduzione dei versi; Torino:
Einaudi 1957; pp. 3-62
Grimm e Perrault, con le loro raccolte, sono gli autori di fiabe più
noti. Da Perrault Walt Disney ha tratto la sua Cenerentola.
Charles Perrault dedicava la sua raccolta ai bambini ma spesso si
rivolgeva a un pubblico adulto. Per molte delle sue storie si ispirò al
Cunto de li cunti di Giambattista Basile.
Il successo ottenuto dai Contes a Parigi fu determinante per
indurre François Galland, che avendo vissuto a
lungo in Oriente ne aveva conosciuto e apprezzato le favole, a
procurarsi il manoscritto arabo da tradurre.
PÉTIS DE LA CROIX, François (1710-1712)
- Les mille et une jour, Contes Persans, traduise
en
François par M. Pétis de la Croix; Paris 1710-1712; I mille e un
giorno; tr. it. e introduzione di Massimo Jevolella; Milano:
Mondadori 1985, 2 voll.
La raccolta fu pubblicata dopo Les mille et une nuits di Galland, e ne condivise il successo. La storia
rimasta più famosa è forse di Turandot, ambientata, come quella di
Aladino, in una Cina di fantasia. Ambientata in Cina è la Turandot di
Giacomo Puccini, e alla fine del secolo scorso Turandot è stata
rappresentata a Pechino, con il sapore di un ritorno di Turandot alla
sua patria originaria.
Nelle Mille e una notte il sultano per non essere tradito
decide di far uccidere all'alba la fanciulla che sposa la sera, e
Shahrazad, avendolo sposato, con i suoi racconti gli fa sospendere il
crudele decreto. Nei Mille e un giorno Nel Fiore delle
mille e una notte Pier Paolo Pasolini ha raccontato la storia
cornice dei Mille e un giorno, nei quali la principessa Farroukhrouz
non vuole sposarsi perché un sogno le ha rivelato che gli uomini non
amano le donne come le donne amano gli uomini. Ha sognato che un
colombo resta preso nella rete dai cacciatori, e la colomba sua
compagna va a liberarlo, poi, quando la colomba cade nella rete, il
colombo vola in cielo e la lascia prigioniera. La nutrice della
principessa le racconta storie per convincerla a sposarsi, ma solo un
principe che sognerà il suo stesso sogno la potrà curare. Pier Paolo
Pasolini ha raccontato questa storia nel Fiore delle Mille e una
notte (1974); la principessa che crede ai sogni, ma alla fine non
solo ai suoi, qui si chiama Dumia.
(Sulla storia di Turandot, che come Farroukhrouz/Dumia rifiuta le
nozze, vedi: Il motivo
dell'enigma. Trasformazioni e costanti del discorso interiore)
Le
Cabinet des Fées ou Collection Choisie des Contes de Fèes et Autres
Contes Merveilleux, Ornées des Figures. Tome Quatorzième. Ces
volume contient Les Mille et une Jour, Contes Persans, traduise
en François par M. Pétis de la Croix, Doyen des Secrétaires-Interprètes
du Roi, Lecteur et professeur au Collége Royal. Tome Premier. A
Amsterdam et se trouve à Paris, Rue et Hotel Serpente, 1785.
(consultato il 18 dicembre 2010).
Nessun
dorma, dalla Turandot di Giacomo Puccini; Kalaf:
Luciano Pavarotti; (consultato il 18 dicembre 2010)
Il
sogno di Dumia, da Il fiore delle Mille e una Notte di
Pier Paolo Pasolini; (consultato il 18 dicembre 2010)
- PITRÉ, Giuseppe (1870-1913)
- Fiabe novelle e racconti popolari siciliani. Raccolti e
illustrati da Giuseppe Pitrè. Con Discorso preliminare, Grammatica del
dialetto e delle parlate siciliane, Saggio di novelline albanesi di
Sicilia e Glossario; in: Biblioteca delle tradizioni
popolari siciliane, Palermo: L. Pedone-Lauriel, 1870-1913, voll. 25
(voll. 4-7); ristampa anastatica, Bologna: Arnaldo Forni Editore 1985,
4 voll.
Bibliografia
delle tradizioni popolari d'Italia compilata da Giuseppe Pitré con
tre indici speciali. Torino-Palermo: Carlo Clausen 1894.
La raccolta di fiabe di Pitré è la più bella, per valore estetico,
rigore, completezza, respiro, fra le raccolte condotte dai demologi in
tutta Italia fra la fine del XIX secolo e l'inizio del XX. Non solo chi
ami la Sicilia, ma chiunque ne senta nella letteratura italiana la
presenza essenziale, da Pirandello a Stefano D'Arrigo, troverà preziosa
questa raccolta. Vi si trovano tutti i motivi fiabeschi più noti, con
esempi di tutte le parlate dell'isola, e poi, come splendidi castoni,
frammenti narrativi e rinarrazioni delle Mille e una notte. Si
può ipotizzare che siano state tramandate oralmente dagli Arabi, perché
si trovano solo in Sicilia: si dovrebbero trovare infatti in altre
raccolte popolari italiane se dipendessero invece dalla diffusione a
stampa delle Mille e una notte, avvenuta dal secolo XVIII.
Il repertorio bibliografico del 1894, tuttora insostituibile per
ampiezza e rigore, basterebbe a mostrare la statura intellettuale di
Giuseppe Pitré e la sua dedizione alla raccolta del patrimonio popolare
siciliano.
Nel sito: La Bella di
li setti citri, Lu
Figgiu du re, Sfurtuna
Fiabe
novelle e racconti popolari siciliani. Raccolti e illustrati da
Giuseppe Pitrè. Con Discorso preliminare, Grammatica del dialetto e
delle parlate siciliane, Saggio di novelline albanesi di Sicilia e
Glossario (consultato il 19 dicembre 2010).: Bibliografia
delle tradizioni popolari d'Italia compilata da Giuseppe Pitré con
tre indici speciali. Torino-Palermo: Carlo Clausen 1894. (consultato il
19 dicembre 2010).
Fiabe
e leggende popolari siciliane; Palermo: Luigi Pedone Lauriel,
1888. (consultato il 5 marzo 2011).
Bibliografia
delle tradizioni popolari d'Italia compilata da Giuseppe Pitré
con tre indici speciali. Torino-Palermo: Carlo Clausen 1894
(consultato il 19 dicembre 2010).
- PRATI, Angelico (1925)
- Folclore trentino Classici di folk-lore a cura
di
Giovanni B. Bronzini. Cattedra di Storia delle Tradizioni Popolari
Facoltà di Lettere e Filosofia Università di Bari; Milano: L. Trevisini
1925; rist. anastatica Bologna: Forni 2005.
Nel sito: L'amor dei tre
naranzi.
- PRIMAVERA, Silvana, e VERDEGIGLIO, Diego
(1992)
- Taliant dë la pèirë da Garroc. Canti, filastrocche,
racconti, indovinelli e proverbi di Guardia Piemontese.
Raccolti e presentati da Silvana Primavera e Diego Verdegiglio, a cura
e con Introduzione di Arturo Genre. Alessandria: Edizioni dell'Orso,
1992
Nel sito: Ndëvinë
ndëvinatourë.
- LA PRINCIPESSA RANOCCHIA
(1954)
ЦАРЕВНА-ЛЯГУШКA
(Russia,
1954)
La
Principessa Ranocchia
(I parte)
La
Principessa Ranocchia (II parte)
La
Principessa Ranocchia (III parte)
La
Principessa Ranocchia (IV parte)
- PROUST, Marcel (1913-1927)
- à la recherche du temps perdu, a cura di P. Clarac e A.
Ferré; Paris: Gallimard, Bibliothèque de la Pléiade, 1954.
Alla ricerca del tempo perduto, edizione diretta da Luciano
De Maria e annotata da Alberto Beretta Anguissola e Daria Galateria;
traduzione di Giovanni Raboni; Milano: Mondadori (I Meridiani)
1983-1993; 4 voll.
Victor Hugo dit: "Il faut que l'herbe pousse et que les
enfants meurent." Moi je dis que la loi cruelle de l'art est que les
êtres meurent et que nous-mêmes mourions en épuisant toutes les
souffrances pour que pousse l'herbe non de l'oubli mais de la vie
éternelle, l'herbe drue des œuvres fécondes, sur laquelle les
générations viendront faire gaiement, sans souci de ceux qui dorment en
dessous, leur « déjeuner sur l'herbe (Texte intégral)
Victor Hugo dice:"Il faut que l'herbe pousse et que les enfants
meurent". Io dico che è la legge crudele dell'arte che gli esseri umani
muoiano e che noi stessi moriamo, dand ofondo a tutte le sofferenze,
perché spunti l'erba non dell'oblio ma della vita eterna, l'erba
rigogliosa delle opere feconde, su cui le generazioni verranno a fare
allegramente, senza preoccuparsi di chi dorme là sotto, il loro
"déjeuner sur l'herbe" (Tr. it. cit., vol. IV, p. 749)
[...]
Moi, c'était autre chose que les adieux d'un mourant à sa femme
que j'avais à écrire, de plus long et à plus d'une personne. Long à
écrire. Le jour, tout au plus pourrais-je essayer de dormir. Si je
travaillais, ce ne serait que la nuit. Mais il me faudrait beaucoup de
nuits, peut-être cent, peut-être mille. Et je vivrais dans l'anxiété de
ne pas savoir si le Maître de ma destinée, moins indulgent que le
sultan Sheriar, le matin, quand j'interromprais mon récit, voudrait
bien surseoir à mon arrêt de mort et me permettrait de reprendre la
suite le prochain soir. (Texte
intégral)
Era ben altro [che l'addio di un moribondo a sua moglie] che dovevo
scrivere, io: qualcosa di più lungo, e per più di una persona. Lungo da
scrivere. Di giorno, al massimo, avrei potuto dormire. Se avessi
lavorato, sarebbe stato solo di notte. Ma ci sarebbero volute molte
notti, forse cento, forse mille. E sarei vissuto nell'ansia di non
sapere se il Padrone del mio destino, meno indulgente del sultano
Shahriyàr, quando, al mattino, avessi interrotto il racconto, avrebbe
voluto soprassedere alla mia condanna a morte e consentirmi di
riprendere il filo la sera successiva. (Tr. it. cit., vol. IV, p. 755)
Texte
intégral de l'édition original de à la recherche du temps perdu,
découpé en 78 épisodes, et indexé (moteur de recherche interne).
(consultato il 1° gennaio 2011).
- RACKHAM, Arthur (1867-1939)
Alice's
Adventures in Wonderland Illustrated by Arthur Rackham
(consultato il 19 dicembre 2010)
Peter
Pan in Kensington Gardens. Illustrated by Arthur Rackham
(consultato il 19 dicembre 2010).
Tribute
to Arthur Rackham (consultato il 19 dicembre 2010).
The
Fairy world of Arthur Rackham (consultato il 19 dicembre 2010).
- REŠETAR, Milan (1911)
- Die Serbokroatischen Kolonien Süditaliens; Wien: Alfred
Hölder, 1911. Tr. it.: Le colonie serbocroate nell'Italia
meridionale. Traduzione italiana, prefazione, note, bibliografia a
cura di Walter Breu e Monica Gardenghi; Campobasso: Amministrazione
Provinciale 1997. Versione elettronica: Walter Breu, 2001.
le
Colonie Serbocroate Nell'Italia Meridionale (consultato il 3
marzo 2011).
- RODIN, P., JUNG, C.G., KERENYI, C.
- Il briccone divino (1954), Milano: Bompiani 1965.
- RUSHDIE, Salman (1990, 1992, 2008)
- Haroun and the Sea of Stories 1990; London:
Granta
Books. Harun e il Mar delle Storie, tr. it. Ettore Capriolo,
Milano: Mondadori 1991
The Wizard of Oz, London: British Film Institute
1992. Il Mago di Oz, tr. it. Giuseppe Strazzeri, Milano:
Mondadori 2000.
The Enchantress of Florence, London: Random House
2008; L'incantatrice di Firenze. tr. it. Vincenzo Mantovani,
Milano: Mondadori 2009.
Salman Rushdie scrivendo questo romanzo ha realizzato un desiderio:
rendere possibile un incontro mai avvenuto fra il Rinascimento
fiorentino ai tempi di Machiavelli e l'impero Moghul di Akbar il
Grande.
Google
presents Salman Rushdie
[in occasione dell'uscita di The Enchantress of Florence]. June
18, 2008 (consultato il 19 dicembre 2010).
- SPIRIN, Gennady (2008)
Gennady
Spirin, Russian Illustrator of Fairy Tales (consultato il 19
dicembre 2010).
- SENDAK, Maurice (1963)
- Where the Wild Things Are. Story and Pictures by
Maurice Sendak, New York: Harper Row 1963; Nel paese dei mostri
selvaggi, tr. it. Antonio Porta; Torino: Einaudi 1981.
Il tema del libro di Sendak è lo stesso de L'enfant et les sortilèges
di Colette/Ravel, e la sua versione più recente è Coraline di Selick (2009).
Where
the Wild Things Are, 1963 (consultato il 19 dicembre 2010).
Far
Away in the Forests, Peterson-Berger Frösöblomster 11 - Olof
Höjer piano (consultato il 19 dicembre 2010).
- STRAPAROLA, Giovan Francesco
(1551-1553)
- Le piacevoli notti, Venezia: Comin da Trino
1551-1553; Le piacevoli notti. A cura di Donato Pirovano, 2
tomi Roma: Salerno Editrice 2000.
Le piacevoli notti, note a un pubblico ben più ristretto di
quello di Basile, come uno dei numerosi rifacimenti e imitazioni del Decameron
di Boccaccio, sono il primo libro stampato nel mondo che contenga fiabe
nel senso moderno del termine. Sono state un best seller europeo del
Cinquecento, come Le mille e una notte di Galland nel
Settecento. Secondo la studiosa Daria Perocco, con la quale ho avuto
una conversazione, lo scrittorepotrebbe aver trascorso gli anni della
maturità in Oriente, membro di una legazione della Serenissima e aver
appreso presso gli arabi l'importanza delle fiabe, che pure
rappresentano solo una parte delle sue storie. Straparola sarebbe uno
pseudonimo. A differenza di quella di Basile, la lingua di Straparola,
l'Italiano dell'Italia settentrionale, non presenta difficoltà di
comprensione. Basile attinse a Straparola per un certo numero delle sue
storie, ed è possibile che il successo delle Piacevoli notti
abbia avuto parte nell'ispirare a Giovan Battista Basile il progetto
del Cunto, il primo libro stampato nel mondo completamente
dedicato alle fiabe. Nelle Piacevoli notti si trovano le prime
versioni a stampa di fiabe che hanno avuto molta fortuna, come il Gatto
con gli stivali. Mentre Straparola racconta di una gatta lasciata
in eredità dalla madre al figlio minore, Basile rinarra la storia con
una gatta lasciata in eredità dal padre, e Perrault, com'è noto,
racconta la storia di un gatto lasciato al solito figlio minore dal
padre. C'è poi in Straparola una fiaba che racconta di una poavola,
bambola nel dialetto bergamasco, che a beneficio della sua
affettuosa padroncina evacuava monete d'oro; in Basile, al quale doveva
difettare la comprensione della parlata bergamasca, la stessa fiaba non
racconta di una bambola ma di un'oca, che fornisce monete d'oro dallo
stesso orifizio. I Grimm, che attinsero questa ed altre fiabe da
Basile, raccontarono la fiaba con l'oca come aiutante magico, al posto
della bambola di pezza. Ora si dà il caso che il re trovandosi a caccia
e dovendo nettarsi il posteriore prese la cosa che aveva a portata di
mano. Nelle fiabe capita di tutto, e a volte anche ai loro narratori:
né Basile, né i fratelli Grimm trovarono poco plausibile che un'oca
potesse prestarsi a quel servizio, e nessuno andò a vedere che in
Straparola l'aiutante magico era una bambola di pezza. Ma sia la
bambola che l'oca si attaccarono al di dietro del malcapitato re, e
solo l'arrivo della sua cara padroncina le convinse a lasciare la
presa. Dettagli significativi per chi ama i labirinti letterari e
storici delle fiabe, e i giochi inesauribili dell'immaginario
collettivo. Leggendo Straparola poi si abbandona un mito corrente: che
le fiabe nascano orali per poi diventare scritte e letterarie. Il libro
cinquecentesco contiene storie che si ritrovano raccolte dalla voce di
narratori analfabeti tre o quattro secoli dopo. L'immaginario è
profondamente democratico, come tutto ciò che si nutre delle fantasie
inconsce: non privilegia né colti né incolti, e viaggia in tutte le
direzioni come se fosse dotato di un passaporto universale.
Nel sito: La Poavola,
Biancabella
e la biscia sua sorella, (versione originale); e altre dieci fiabe tradotte
in italiano contemporaneo (L'Augel Belverde, Giovannin cercò la
morte, Il rubino meraviglioso, La gatta, Il ladro matricolato, L'uomo
selvatico, Pietropazzo, Brancaleone, Re Porco, La bella prigioniera)
Giovan Francesco Straparola, Le piacevoli notti, a cura di Giuseppe
Rua. Bari: Laterza & Figli Tipografi-Editori-Librai, 1927.
(consultato l'11.11.11).
The
Nights of Straparola. Translated by W. G. Waters. Illustrated
by E. R. Hughes A.R. W.S. London: Lawrence and Bullen 1894.
- ŠUÇUR, Alexandra, a cura di (2000)
- Fiabe dei Balcani, a cura di Alexandra Šuçur,
introduzione di Antonio Faeti; Einaudi, Torino 2000.
Bella raccolta di fiabe, in una bella traduzione dalla raccolta
ottocentesca del grande linguista Vuk Stefanoviç Karadziç: il mondo
slavo e balcanico rivela la sua appartenza all'Europa e il suo
intreccio con motivi orientali, in particolare con la tradizione delle Mille
e una notte.
- TARGIONI-TOZZETTI,
Giovanni (1891)
- Saggio di Novelline, canti ed usanze popolari della
Ciociaria. Per cura del Dott. Giovanni Targioni-Tozzetti. In: Curiosità
popolari tradizionali. Pubblicate per cura di Giuseppe Pitrè. Vol.
X. Palermo: Libreria internazionale Carlo Clausen (già Luigi Pedone
Lauriel), 1891. Ristampa anastatica: Bologna: Arnaldo Forni Editore,
1966.
Le novelline ed i Canti popolari che pubblico,
incoraggiato dal D.r Giuseppe Pitrè, a cui volli, in segno di riverente
gratitudine, dedicare questo libretto, furono raccolte da me, nell'anno
1887, mentre stava a Ceccano, piccola città della Ciociaria.
Il lettore troverà nelle Novelline, più o meno, conservate le
forme del dialetto, e ciò per la differente cultura dei narratori, né
io volli niente mutare a' racconti presi dalla viva voce del popolo,
per non togliere loro il pregio massimo della spontaneità. (Dall'Avvertenza,
p. vii)
Nel sito: Gli
tustamintu d'una fata.
- TOSCHI, Paolo (1926)
- Romagna solatia. Canti - Novelle - Tradizioni delle
Regioni d'Italia. Collana diretta da Luigi Sorrento. Per le scuole
medie e le persone colte; Milano: Formiggini 1926
Nel sito: La fola d'Ohimè.
- VREDENBURG, Edric (1921)
- My Book of Favourite Fairy Tales. Retold by the
Editor
& Others. Illustrated by Jennie Harbour. Edited by Capt. Edric
Vrendburg. Raphael Tuck & Sons. Ltp Publishers in Their
Majesties the King & Queen. London & Paris Designed &
Printed in Great Britain Philadelphia David McKay Company Washington
Square, 1921
Favourite
Fairy Tales (consultato il 7 marzo 2011)
- WILDE, Oscar (1875-1949)
- L'usignolo e la rosa e altri racconti, tr. it.
Francesca Gnetti, introduzione
di Adalinda Gasparini. Roma: Nova Delphi 2010.
The Fairy Tales
of Oscar Wilde. With Illustrations by: Jessie Marion King and
Charles Robinson (consultato il 20 dicembre 2010).
- WOLFF, Karl Felix (1913)
- Dolomiten-Sagen Gesamtausgabe. Sagen und
Überlieferungen, Märchen und Erzählungen der ladinischen und deutschen
Dolomitenbewohner. Mit zwei Exkursen: Berner Klause und Gardasee;
Bolzano: Selbstverlag 1913.
I monti pallidi. Leggende delle Dolomiti . tr. it. di Clara
Ciraolo da Empoli, Bologna: Cappelli 1932.
Il Regno dei Fanes. Nuove leggende delle Dolomiti, trad. it.
Clara Ciraolo da Empoli, Bologna: Cappelli 1932.
L'anima delle Dolomiti, tr. it. Clara Ciraolo da Empoli;
trad. it. delle leggende "La figlia dell'albero", "I fedeli compagni",
"La croda rossa" di Gladys Marchesi e Luigi De Lisa. Bologna: Cappelli
1967.
Rododendri bianchi delle Dolomiti, trad. Roberta Infelise
Fronza e Ersilia Baroldi Calderara; Bologna: Cappelli, 1989.
Bisogna conoscere Carlo Felice Wolff, l'entusiastico amatore
delle leggende dolomitiche, il folclorista tipico del monto alpino.
Ecco: se incontrate a Bolzano un uomo sulla quarantina, munito d'un par
d'occhiali a stanghetta - dietro i quali due
occhi miopi guardano perfettamente trasognati chi sa dove, con uno
sguardo tra il serafico e l'acchiappanuvole - e d'un bastone sul quale
s'appoggia marciando di sghimbescio, potete star sicuri che quell'uomo
è Carlo Felice Wolff. Ha l'aria, in complesso, di un grosso topo,
s'intende di biblioteca, scappato fuori da qualche scaffale pieno di
polvere e di sciocchezze stampate e rilegate.
Fermatelo, adunque, l'uomo acchiappanuvole: vi farà un grande inchino
con una scappellata larga e solenne e risponderà alle vostre domande in
un chiaro e caratteristico italiano nel quale le parole si ficcano
l'una accanto all'altra con ordine, proprio come i libri negli scaffali
di una biblioteca... ben ordinata.
Bel tipo questo Wolff! è generalmente occupatissimo, ma se voi lo
occupate con un nugolo di domande intorno alle leggende ladine e gli
domandate come fu che Soreghina "filo di sole" morì dolcemente a
mezzanotte, egli vi accompagna gironzolando per Bolzano e parlando
continuamente.
Parla con un tono fra il declamatorio e il predicatorio per il quale
gli occorrerebbe più tosto un pulpito che la strada affollata, lungo la
quale egli distribuisce quei larghi saluti che conoscete: un pulpito
ideale, per esempio un picco eccelso delle Dolomiti.
Davanti al gran quadro delle montagne misteriose, evocazione di un
antichissimo mondo, nel quale le fole ingenue erano la storia, meglio
ascolteremo il poeta e il ravvivatore delle leggende dolomitiche." (da Il
Resto del Carlino, Bologna, 17 gennaio 1922, cit ne I monti
pallidi).
Per il rapporto fra l'originale tedesco e le traduzioni
italiane,
parziali e relativamente aderenti al testo, vedi:
La saga dei
Fanes - Gli studi sulla leggenda. Confronto fra il testo originale di
Wolff e le sue traduzioni in italiano. (consultato il 29
dicembre 2010)
- ZINGERLE, Ignaz Vincenz (1859)
- Gebräuche aus Tirol. Gesammelt und herausgegeben von
Ignaz Vincenz Zingerle; Innsbruck: Verlag der Wagner'schen
Buchandlung, 1859.
Gebräuche
aus Tirol, I. V. Zingerle, 1859 (consultato il 9 gennaio 2011).