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| RIFERIMENTI |
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| Testo |
La
favola slavo-molisana (al centro) fu raccolta da
Milan Rešetar, che la pubblicò insieme alla
versione serbo-croata (a sinistra) in Die Serbokroatischen
Kolonien Süditaliens; Wien: Alfred
Hölder, 1911. I testi sono riprodotti in: Le colonie serbocroate nell'Italia meridionale, traduzione italiana, prefazione, note, bibliografia a cura di Walter Breu e Monica Gardenghi; Campobasso: Amministrazione Provinciale, 1997. Versione elettronica: Walter Breu, 2001. http://www.uni–konstanz.de/FuF/Philo/Sprachwiss/slavistik/acqua/Resetar_Libro_completo1.pdf; consultato il 3 marzo 2011. Pp. 165–166. Introducendo la sezione I. Racconti e favole, Milan Rešetar osservava che i racconti dovevano essere di origine italiana e indicava la sua fonte: "Registrai i nn. 1-7 dalla voce di Concetta Di Paola, un'italiana nata nel 1861 a Casacalenda (provincia di Campobasso) che però, abbandonata dai genitori, giunse da bambina piccola a San Felice e poi ad Acquaviva, dove si slavizzò completamente e più tardi si sposò. Apprese questi racconti da un'anziana di Acquaviva e naturalmente io lo registrai tali e quali li udii. [La storia qui riportata è la quinta di queste sette storie]. (in Walter Breu, op. cit.; p. 147) |
| Versione italiana | © Adalinda Gasparini 2010. |
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| LINGUA | |
| Slavo-molisano,
croato-molisano |
La
lingua slavo-molisana (versione al centro)
è parlata ad Acquaviva
Collecroce,
Montemitro e San Felice del Molise (Campobasso). http://it.wikipedia.org/wiki/Dialetto_croato_molisano; consultato il 24 ottobre 2011. |
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| IMMAGINE | Arthur Rackham, da: C. S.
Evans, Arthur Rackham, Cinderella.
London: William Heinemann, 1919. Fonte: http://artpassions.wordpress.com/page/2/; consultato il 24 ottobre 2011. |
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| NOTE | |
Si tratta di una versione breve del tipo molto diffuso della bella e della brutta, presente in questa antologia nella versione toscana de La bella Caterina o la novella de' gatti, nella quale la bella e buona viene premiata dalle fate con una stella in fronte, mentre alla brutta e cattiva tocca una coda d'asino ricrescente, che nella versione slavo.molisana lascia direttamente il posto all'organo simbolizzato. |
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PSICOMAPPA
DE LA RAGAZZA
CON LA STELLA
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| TEMA |
LA BELLA E LA
BRUTTA |
Più che una fiaba
questa storia sembra il suo riassunto: potrebbe essersi
trattato di un narratore molto sintetico. Improbabile
che Milan Resetar abbia sintetizzato una storia raccolta
in precedenza; il finale fa pensare piuttosto a una
fedeltà al dettato popolare. |
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| ATTANTE
SOGGETTO |
FEMMINILE |
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| MOTIVI |
ARCHÈ | PADRE ASSENTE MADRE ASSENTE |
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| ASIMMETRICI |
PERSECUZIONE |
DA
FEMMINILE A FEMMINILE |
L'attante
protagonista
è costretta dalla matrigna a sbrigare tutte le
faccende e, di conseguenza, a cercare il corbello - come
lo staccio nella Novella de' gatti
- in un luogo ctonio - come, nella stessa fiaba citata,
la casa delle fate e del Gatto Mammone. |
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| DONO |
DA
MASCHILE E FEMMINILE A FEMMINILE |
L'attante
protagonista,
gentile come la protagonista della fiaba toscana citata,
chiama bella gente
i personaggi ctonii che incontra, e contravvenendo ai
loro ordini cura la loro dimora. Per opposto la sua
controparte, la sorellastra, li apostrofa dicendo
brutti uomini e brutte
donne, e rompe tutto quello che le suggeriscono
di rompere. Come all'attante protagonista tocca una
stella in fronte, così alla sua controparte tocca
il pene di ciuco - nella fiaba toscana la coda
dell'animale. |
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| SIMMETRICI |
SCAMBIO |
FRA
MASCHILE E FEMMINILE E FEMMINILE |
Quando l'attante protagonista chiede lo staccio, le figure ctonie le chiedono in cambio di sbrigare le faccende. | |
| TÈLOS | RITORNO
CON DOVIZIA |
La
stella in fronte rappresenta una bellezza straordinaria,
quindi un arricchimento. |
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