TEOGONIA NASCITA DEGLI DEI DELLE PAROLE DEL MONDO

(pagina in costruzione, Firenze, 4 agosto 2011)

La mitologia greca, per la sua natura cangiante e poetica, è viva da quasi tremila anni e ha costituito la fonte dell'immaginario europeo, che oggi sta dando la sua impronta - in bene o in male - all'immaginario del mondo globalizzato.

Per chi ama la mitologia, come sogno collettivo, via maestra all'immaginario comune a tutti, come il sogno notturno è la via maestra per la comprensione dell'inconscio, si pone il problema di comprenderla e di favorirne la comprensione - le due cose sono congiunte - in spazi diversi dall'erudizione e dalla volgarizzazione.
L'erudizione si appropria della mitologia greca considerando imprescindibile la conoscenza del greco antico, delle mitologie che la precedono e l'affiancano storicamente, della sua fortuna, in primo luogo nel Medioevo e nel Rinascimento, quando è stata cantata, dipinta, scolpita, come forma viva e feconda. La volgarizzazione si rivolge a tutti coloro che non possono accedere ai luoghi e agli scambi eruditi, ma opera una semplificazione della mitologia, confondendola con forme diverse dell'immaginario, e fornisce un insieme di immagini e racconti che, pur essendo affascinanti, stanno alla loro espressione viva come un album di figurine di calciatori sta alle partite e al campionato.

Mi è sembrato che la Teogonia di Esiodo, per la vastità della materia che comprende nei suoi pochi versi, poco più di mille, sia di per sé un'impareggiabile ingresso alla mitologia greca, una porta maestra, e il lettore che la varchi potrà in seguito rivolgersi alla ricchezza miracolosa dei poemi omerici, alla modernità poetica delle Metamorfosi di Ovidio, o a qualunque espressione originale greca o latina desideri frequentare, senza superficialità e senza timore.
L'ho corredata, facendo tesoro della mia esperienza con i bambini nelle scuole, di un indice analitico, che si ispira ai dizionari di mitologia che precedono la seconda metà del XIX secolo, quando ancora si chiamavano favole tutte le storie degli dei e degli eroi che non fossero materia di fede.
La presenza del mito nella letteratura, nei videogame, nei film, in tutti i fenomeni dell'immaginario globalizzato, è crescente (cfr., in particolare per i romanzi post-coloniali S. Albertazzi e A. Gasparini, Il romanzo new-global. Storie di intolleranza, fiabe di comunità 2002). Ci piace pensare che la globalizzazione cerchi un bilanciamento allo smarrimento delle identità locali con la rielaborazione della mitologia di tutto il mondo, fenomeno che è sempre esistito, ma che oggi assume proporzioni immense, come immenso è il numero degli esseri umani che nello stesso tempo fruiscono dello stesso film, dello stesso romanzo, dello stesso videogame (cfr., per i videogame narrativi, Anna Antoniazzi,Labirinti elettronici. Letteratura per l'infanzia e videogame
Il nostro contributo si propone di mettere a disposizione di chiunque sappia leggere e acceda alla rete un ipertesto, che a partire dalla Teogonia, e per tornare alla fruizione del poema, favorisca un viaggio piacevole, sulla propria misura, nella mitologia greca. Il nostro contributo vorrebbe far compagnia a chi non abbia una cultura classica e una formazione critica tali da consentirgli di non perdersi, come in un labirinto, nella vastissima e ricchissima mole di testi, dati, commenti, presenti in rete, che sarà in ogni caso indispensabile per gli approfondimenti su un eroe, un dio, un motivo narrativo che attragga la sua attenzione.
Il Family Tree col quale si apre questa pagina è impossibile da leggere per chi non conosca già la genealogia che Esiodo dà per nota, e forse era nota al suo pubblico, mentre il Family Tree in fondo a questa pagina, così ampio e ingannevolmente chiaro, schematico, potrà soddisfare chi abbia l'esigenza di stabilire linee di collegamento fra divinità, uscendo dal labirinto di parentele e rimandi che sottende la Teogonia.
Vorremmo ricordare che la fecondità, la nascita, la discendenza, sono fenomeni labirintici, dai quali si può uscire solo dopo averli percorsi in ogni parte. Come i labirinti univiari, si torna fuori dopo aver percorso ogni sentiero, dopo aver attraversato ogni incrocio, così come se ne è trovato il centro. Centro che può contenere un simbolo, un motto, un enigma: un nulla di senso che consente di intraprendere la via del ritorno, di sapere ciò che è inaccessibile a chi non voglia dedicare il suo tempo al lungo cammino: non c'è nessun enigma che, risolto, elimini la notte e la nebbia, nessun sapere risolutivo, nessun potere sulla vita. Ma il lettore paziente e appassionato godrà del chiaro che appare alla fine della notte, o delle nebbie che si diradano al calore del sole.
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TRADURRE, tradire, trasportare

Il linguaggio è l'invenzione delle invenzioni, perché consente sia di intendersi sia di fraintendersi. Quindi passare da una lingua all'altra significa sia comprendere sia fraintendere: accade in ogni rapporto fra vivi.

Oltre alla traduzione in endecasillabi, in questa pagina si trova una traduzione letterale, che l'ha preceduta, più adatta a prendere contatto con il testo greco e la sua divisione in versi. Desidero ricordare il bellissimo lavoro di Cesare Pavese, pubblicato postumo: la lettura della sua traduzione della Teogonia, che probabilmente prevedeva un ulteriore lavoro, mi ha fatto pensare che l'intenzione del poeta fosse quella di essere ponte, traduttore, tra un poema la cui fruizione era stata vastissima, e i contemporanei, perché potessero accedere, come abbiamo scritto, alla cultura greca da una delle porte maestre, e senza maestri, semmai con qualche accompagnatore, pronto ad assecondare il ritmo del fruitore, senza mai imporgli, come sui banchi di scuola, tempi a lui estranei.
Utopia? forse, o forse una ragionevole speranza di proteggere qualcosa di prezioso dal peggio.