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ADALINDA GASPARINI              PSICOANALISI E FAVOLE
Il vento si muove lentamente.
Passa sopra il mare
e lo ascolta raccontare.
Passa accanto al sole
e lo sente chiacchierare.
Passa sopra la luna
e la ode sospirare.
Continua a viaggiare



e le fiabe raccolte
lo cavalcano gridando.
Entra in una casa
e le storie vanno
nella bocca di una madre.
Le racconta al bambino
che ride nella culla.
(Elena, V elementare)
LA BELLA CATERINA O LA NOVELLA DEI GATTI O DEL GATTO MAMMONE
RINARRATA DAI BAMBINI E DALLE BAMBINE DI III ELEMENTARE DI BOVEZZO (BS)
ANNO SCOLASTICO 2002-2003 - PROGETTO E CONDUZIONE DI A.G.

VERSIONE COLLETTIVA SCRITTA
CON TRE DISEGNI
VERSIONI COLLETTIVA CON INDICAZIONE DI AUTORI E AUTRICI AVVERTENZA

INDICE DELLE VERSIONI COLLETTIVE 1995-2012



VERSIONE COLLETTIVA DE LA BELLA CATERINA OVVERO LA NOVELLA DE' GATTI (O DEL GATTO MAMMONE)

Le parole di questa versione sono quelle degli alunni - nessuno escluso

C'era una volta una bella ragazza che si chiamava Caterina che viveva con la brutta sorella e con la mamma | che non la voleva | quindi gli facevano fare dei lavori brutti | pulire la casa, pulire lorto, togliere le ragnatele | pulire il pavimento | coltivare l’orto, lavare il bucato e cucire | tagliare le foglie secche dalle piante ecc… così lei cioè la brutta potè diventare bella e Caterina brutta. |
La mamma e la brutta sorella erano gelose di Caterina perché era la più bella della familia e pian piano cresceva era sempre più bella | mentre quella brutta più cresceva più diventava brutta. |
Visto che Caterina non si imbruttiva la mamma disse alla brutta: “ascolta adesso la mandiamo dalle fate così non la rivedremo più.” Si ci stò disse la brutta | così la faranno morire o la trasformeranno in una ranocchia o qualcosaltro |
La matrigna disse a Caterina: “Caterina vai a prendere lo staccio dalle fate”. Caterina tutta triste disse alla matrigna. “no non fatemi andare dalle fate, farò tutto quello che volete ma non fatemi andare | io non voglio andare dalle fate potrebbero farmi degli incantesimi o farmi morire. | devi andare per forza!!
Caterina tutta spaventata | andò piangendo perché esse erano cattive | tutta piangendo e dicendo “Ve ve… le fate mi faranno le brutte magie e mi trasformeranno in una gallina ve ve” |
Caterina camminò camminò e | mentre era nel bosco incontro un vecchietto che era tutto sporco pieno di pidocchi sui capelli | seduto su un tronco tagliato | un vecchio ma così vecchio che aveva la pelle tutta rugosa | fù fermata allimprovviso [...] e li disse: “dove vai piccola fanciulla tutta piagnucolando?” e Caterina rispose | che piangeva perché doveva andare dalle fate a prendere il setaccio, per sua madre che non gli voleva bene e che diceva che era una smorfiosa. |
E il vecchio rispose: “Davvero?!” e la bella Caterina rispose “Si, ma la mia mamma e mia sorella non mi vogliono bene” e il vecchio dandoli un pettine disse: “Tieni mentre mi racconti la tua storia mi puoi pettinare i capelli?” |
Caterina gli rispose che lo farebbe volentieri, Caterina si tolse il grembiule | il suo grembiule bianco | e lo mise a spalle del vecchio | e cominciò a pettinare al vecchio i capelli tutti sporchi pieni di pidocchi che cadevano sul crembiule di Caterina. |

 
Così raccontando la storia pettinava e pettinava e tutti i pidocchi e la sporcizia che c’era sulla testa del vecchio si misero sul suo grembiule | tantissime pulci e tanto sporco. |
E il nonnino dice: “Che cosa trovi nei miei capelli? E Caterina risponde: “Cose belle”. Fai cose belle e avrai cose belle dice il nonnino | Quando aveva finito tolse il grembiule lo scuoteva e era ben pulito e se lo mise. | Dopo di che il vecchio ringraziò Caterina | gli disse a Caterina di sedersi vicino a lui e gli spiegò cosa dovrebbe fare. |
 “Ascolta Caterina arrivata al castello, quando bussi al castello ti diranno: “Metti il dito cosi vediamo chi sei”. Tu | non metterlo metti uno stuzzicadenti perche te lo rompono | poi ti diranno entra pure | e ti aprono | dopo vedrai tantissimi gatti nella cucina che puliscono | ti diranno di aspettare e non devi aspettare ma devi aiutare i gattini | dopo verrà giù un gatto gigante | e i micini diranno al gatto mammone mao mao Caterina mi a aiutato a lavare i piatti mao mao mia cucito mao mao a tirato via le ragnatele poi gli ti dirà di seguirlo seguilo | e lui ti chiedera vieni con me e lui ti porterà su pelle scale devi toglierti le scarpe perché senò rompi le scale di cristallo | e tu senza farti vedere ti togli le scarpe | e sali le scale con calma, arrivata alla fine delle scale ci saranno delle stanze in una ci saranno due fate con dei dolcetti e ti chiederanno |  “vuoi una torta o un pezzo di pane seccho? Tu rispondi: “un pezzo di pane secco mi basta. Poi continua, | ci sono altre fate che ti dice vuoi un vestito di cotone o un vestito di seta col mare e i pesci colorati | Poi continua e altre fate ti diranno: vuoi una collana di plastica o una collana di smeraldi? Tu rispondi: una collana di plastica. | tu scegli quello più semplice, | se ti chiedono due cose digli la cosa piu brutta e ti daranno la più bella". |
Dopo se avrai seguito le mie indicazioni ti daranno le indicazioni per tornare a casa sana e salva. |
Caterina ascoltò ben bene che cosa doveva fare, poi ringraziò il vecchietto | Il nonno disse: adesso vai nel bosco. |
La bella Caterina | si mise in cammino | andò e si trovò davanti a lei un portone grandissimo di un grosso castello | Caterina bussa le fate cattive dicevano fammi vedere questo dito ma Caterina metto uno stecchino come aveva detto il vecchietto. Ma le fate spezarono lo stecchino | dissero di aprire il portone ed entrare dentro | ando dentro e gli disse per favore mi potete dare lo staccio li serve alla mia mamma e gli dissero aspeta qui | e una delle 2 fate disse: “te lo daremo dopo però tu ci devi aspettare qui” e la portarono in una cucina | e vide dei gatti che facevano i lavori | duri uno toglieva delle ragnatele con le zampe. Così la bella  Caterina | disse: “Ma poveri gattini come fate lavorare così?” | fermi gatti faccio tutto io!! |
Cominciò ad aiutarli perché gli facevano molta pena | li aiutò a pulire la cucina, a lavare i piatti, a togliere le ragnatele ecc… Quando arrivò il gatto Mammone i gatti dissero: “Mao mao la bella Caterina ha pulito i piatti e un altro disse Mao  Mao mi ha tolto le ragnatele ecc…” e così | il gatto Mammone disse vieni sù con me lei senza farsi sentire si tolse le scarpette di cristallo e andò su | e salì senza rompere gli scalini.
Arrivarono alla cima e videro una porta | busso nella prima porta e gli dissero le fate | vuoi il pane secco o una torta di crema? Mi va bene il pane secco e loro gli diedero la torta di crema. Poi salì | busso nella seconda porta e le fate gli dissero | se voleva un vestito di stracci o un vestito di diamanti e perle brillanti e la bella Caterina rispose che intanto che era una ragazza povera voleva un vestito di stracci e le fate gli diedero il vestito di diamanti e perle brillanti | ando nella terza porta e le dissero vuoi una collana di plastica o di diamanti? di plastica Dopo il gatto Mammone disse adesso puoi andare ma pero quando senti un'asino rogliare non girarti ma quando senti che il gallo canta girati! ora vai a casa e Caterina se ne andò.
Allora Caterina eseguì tutte le spiegazioni | sentì l’asino non si voltò quando sentì il gallo si voltò e gli venne una bellissima stella sulla fronte |
Quando ritornò a casa era più splendente del sole | era diventata anche una vera signora. Tornata a casa la mamma e la sorella erano ancora più invidiose | vedendo la collana di smeraldi il vestito di seta si arrabbiarono e quando Caterina parlava dalla bocca gli uscivano i fiori e quando si pettinava gli uscivano perle dai capelli | E le due continuarono a farle fare lavori durissimi. |
La brutta visto che era gelosa andò anche lei dalle fatine. | Quando partì fece tutto il contrario della bella Caterina: non pettino il vecchio, messe il dito nella serratura, picchiò i gatti, non si tolse le scarpe sulle scale di cristallo. | Le fate gli fecero il contrario di quello che fecero a Caterina | Mangiò mangiò il pezzo di pane perché aveva scelto la torta, scelse il vestito più bello e gli diedero il più brutto, scelse la collana di rubini e gli diedero quella di plastica, poi nel ritorno a casa fece quello che gli dissero le fate così gli spunto una coda di asino sulla fronte | e tornò a casa tutta schifosa e con la coda d'asino sulla fronte | la mamma cercò di tagliargliela ma non ci riuscì. |
Allora dalla finestra c'era Caterina , dopo un po' passò una carrozza con su il principe, il principe vide la ragazza sul balcone | e si innamorò | allora si fermò e disse mi apri per piacere? aspetta devo chiederlo a mia mamma!! Si può venire allora la mamma apri la porta e il principe | entrò subito e disse alla madre: "Voglio sposare sua figlia" la madre gli disse se per caso era la brutta ma il principe gli disse che era l'altra.
La madre gli disse quando sarebbe venuto il principe disse che sarebbe venuto la settimana dopo. |
Caterina preparò le valige tutta contenta |
La mamma buttò Caterina nella cantina, prese i suoi vestiti | e tutte le robe di Caterina. La mamma chiuse Caterina in cantina e con i vestiti suoi | li messe alla sorella brutta. |
Quando il principe suonò la brutta era pronta la mamma disse è lui figlia vai allora andarono via. | Fece andare la brutta sulla carrozza ma a un certo punto sentì sussurrare nelle sue orecchie: “Mao maolino la bella è nel tino la brutta è in carrozza e il re se la porta” | Si fermo e disse questa è la voce della mia sposa tiro su il velo vide la brutta il principe scese dalla carrozza | e il principe la cacciò via perché aveva visto la coda | cacciò la madre e la brutta dal regno |
Andò a cercare nella cantina Caterina e quando la trovò | prese la bella bambina la portò al palazzo | si sposarono | al matrimonio invitarono le fate e gli altri | e vissero con un bambino e una bambina felici e contenti.
 






VERSIONE COLLETTIVA CON DISTINZIONE DEI CONTRIBUTI DEGLI AUTORI E DELLE AUTRICI
(OGNI NUMERO CORRISPONDE A UN BAMBINO O A UNA BAMBINA - m/f)


2f C'era una volta una bella ragazza che si chiamava Caterina che viveva con la brutta sorella e con la mamma...

4f ...che non la voleva,

12m La mamma e la brutta non gli voleva bene quindi gli facevano fare dei lavori brutti

4f  pulire la casa, pulire lorto, togliere le ragnatele...

21f pulire il pavimento

14m coltivare l’orto, lavare il bucato e cucire

10m tagliare le foglie secche dalle piante ecc… così lei cioè la brutta potè diventare bella e Caterina brutta.

2f ...la mamma e la brutta sorella erano gelose di Caterina perché era la più bella della familia e pian piano cresceva era sempre più bella.

21f mentre quella brutta più cresceva più diventava brutta

6f Visto che Caterina non si imbruttiva la mamma disse alla brutta: “ascolta adesso la mandiamo dalle fate così non la rivedremo più.” Si ci stò disse la brutta

10m così la faranno morire o la trasformeranno in una ranocchia o qualcosaltro

17f  La matrigna disse a Caterina: “Caterina vai a prendere lo staccio dalle fate”. Caterina tutta triste disse alla matrigna. “no non fatemi andare dalle fate, farò tutto quello che volete ma non fatemi andare

20m io non voglio andare dalle fate potrebbero farmi degli incantesimi o farmi morire

4f devi andare per forza!!

2f Caterina tutta spaventata...

3m ...andò piangendo perché esse erano cattive.

10m tutta piangendo e dicendo “Ve ve… le fate mi faranno le brutte magie e mi trasformeranno in una gallina ve ve”

4f Caterina camminò camminò e

1f mentre era nel bosco incontro un vecchietto che era tutto sporco pieno di pidocchi sui capelli

2f  seduto su un tronco tagliato...

5f ...un vecchio ma così vecchio che aveva la pelle tutta rugosa...

10m La bella Caterina fù fermata allimprovviso da un vecchio anziano che li disse: “dove vai piccola fanciulla tutta piagnucolando?” e Caterina rispose

21f che piangeva perché doveva andare dalle fate a prendere il setaccio, per sua madre che non gli voleva bene e che diceva che era una smorfiosa.

10m E il vecchio rispose: “Davvero?!” e la bella Caterina rispose “Si, ma la mia mamma e mia sorella non mi vogliono bene” e il vecchio dandoli un pettine disse: “Tieni mentre mi racconti la tua storia mi puoi pettinare i capelli?”

21f Caterina gli rispose che lo farebbe volentieri, Caterina si tolse il grembiule

5f ...il suo grembiule bianco...

4f ...e lo mise a spalle del vecchio...

21f  e cominciò a pettinare al vecchio i capelli tutti sporchi pieni di pidocchi che cadevano sul crembiule di Caterina.

10m così raccontando la storia pettinava e pettinava e tutti i pidocchi e la sporcizia che c’era sulla testa del vecchio si misero sul suo grembiule

15f tantissime pulci e tanto sporco.

6f E il nonnino dice: “Che cosa trovi nei miei capelli? E Caterina risponde: “Cose belle”. Fai cose belle e avrai cose belle dice il nonnino

15f Quando aveva finito tolse il grembiule lo scuoteva e era ben pulito e se lo mise.

5f Dopo di che il vecchio ringraziò Caterina...

2f ...gli disse a Caterina di sedersi vicino a lui e gli spiegò cosa dovrebbe fare.

6f “Ascolta Caterina arrivata al castello, quando bussi al castello ti diranno: “Metti iò dito cosi vediamo chi sei”. Tu

16m non metterlo metti uno stuzzicadenti perche te lo rompono

14m poi ti diranno entra pure

4f ...e ti aprono dopo vedrai tantissimi gatti nella cucina che puliscono…

14m ti diranno di aspettare e non devi aspettare ma devi aiutare i gattini

4f dopo verrà giù un gatto gigante

14m e i micini diranno al gatto mammone mao mao Caterina mi a aiutato a lavare i piatti mao mao mia cucito mao mao a tirato via le ragnatele poi gli ti dirà di seguirlo seguilo

4f e lui ti chiedera vieni con me e lui ti porterà su pelle scale devi toglierti le scarpe perché senò rompi le scale di cristallo...

5f e tu senza farti vedere ti togli le scarpe

21f e sali le scale con calma, arrivata alla fine delel scale ci saranno delle stanze in una ci saranno due fate con dei dolcetti e ti chiederanno

6f “vuoi una torta o un pezzo di pane seccho? Tu rispondi: “un pezzo di pane secco mi basta. Poi continua,

11m ci sono altre fate che ti dice vuoi un vestito di cotone o un vestito di seta col mare e i pesci colorati

6f Poi continua e altre fate ti diranno: vuoi una collana di plastica o una collana di smeraldi? Tu rispondi: una collana di plastica. Poi altre fate ti diranno: “vuoi un abito di seta o di sacco? Tu rispondi: “di sacco”.

5f tu scegli quello più semplice,

1m ...e poi se ti chiedono due cose digli la cosa piu brutta e ti daranno la più bella".

5f Dopo se avrai seguito le mie indicazioni ti daranno le indicazioni per tornare a casa sana e salva

15f Caterina ascoltò ben bene che cosa doveva fare, poi ringraziò il vecchietto

4f Il nonno disse: adesso vai nel bosco.

10m La bella Caterina

15f si mise in cammino.

10m andò e si trovò davanti a lei un portone grandissimo di un grosso castello

18m Caterina bussa le fate cattive dicevano fammi vedere questo dito ma Caterina metto uno stecchino come aveva detto il vecchietto. Ma le fate spezarono lo stecchino

10m dissero di aprire il portone ed entrare dentro

8m ando dentro e gli disse per favore mi potete dare lo staccio li serve alla mia mamma e gi dissero aspeta qui

10m e una delle 2 fate disse: “te lo daremo dopo però tu ci devi aspettare qui” e la portarono in una cucina

8m e vide dei gatti che facevano i lavori

10m duri uno toglieva delle ragnatele con le zampe. Così la bella  Caterina

13m disse: “Ma poveri gattini come fate lavorare così?”

4f fermi gatti faccio tutto io!!

10m Cominciò ad aiutarli perché gli facevano molta pena

13m li aiutò a pulire la cucina, a lavare i piatti, a togliere le ragnatele ecc… Quando arrivò il gatto Mammone i gatti dissero: “Mao mao la bella Caterina ha pulito i piatti e un altro disse Mao  Mao mi ha tolto le ragnatele ecc…” e così

4f il gatto Mammone disse vieni sù con me lei senza farsi sentire si tolse le scarpette di cristallo e andò su.

8m e salì senza rompere gli scalini

15f Arrivarono alla cima e videro una porta

4f Busso nella prima porta e gli dissero le fate

12m vuoi il pane secco o una torta di crema? Mi va bene il pane secco e loro gli diedero la torta di crema. Poi salì

4f Busso nella seconda porta e le fate gli dissero

10m se voleva un vestito di stracci o un vestito di diamanti e perle brillanti e la bella Caterina rispose che intanto che era una ragazza povera voleva un vestito di stracci e le fate gli diedero il vestito di diamanti e perle brillanti

4f ando nella terza porta e le dissero vuoi una collana di plastica o di diamanti? di plastica Dopo il gatto Mammone disse adesso puoi andare ma pero quando senti un'asino rogliare non girarti ma quando senti che il gallo canta girati! ora vai a casa e Caterina se ne andò.

2f Allora Caterina eseguì tutte le spiegazioni

7m sentì l’asino non si voltò quando sentì il gallo si voltò e gli venne una bellissima stella sulla fronte

9m Quando ritornò a casa era più splendente del sole

3m ...era diventata anche una vera signora. Tornata a casa la mamma e la sorella erano ancora più invidiose...

6f vedendo la collana di smeraldi il vestito di seta si arrabbiarono e quando Caterina parlava dalla bocca gli uscivano i fiori e quando si pettinava gli uscivano perle dai capelli.

1m E le due continuarono a farle fare lavori durissimi.

2f ... la brutta visto che era gelosa andò anche lei dalle fatine

5f Quando partì fece tutto il contrario della bella Caterina: non pettino il vecchio, messe il dito nella serratura, picchiò i gatti, non si tolse le scarpe sulle scale di cristallo.

3m ...le fate gli fecero il contrario di quello che fecero a Caterina...

5f Mangiò mangiò il pezzo di pane perché aveva scelto la torta, scelse il vestito più bello e gli diedero il più brutto, scelse la collana di rubini e gli diedero quella di plastica, poi nel ritorno a casa fece quello che gli dissero le fate così gli spunto una coda di asino sulla fronte.

2f ...e tornò a casa tutta schifosa e con la coda d'asino sulla fronte.

6f la mamma cercò di tagliargliela ma non ci riuscì

4f Allora dalla finestra c'era Caterina , dopo un po' passò una carrozza con su il principe, il principe vide la ragazza sul balcone

6f e si innamorò

4f allora si fermò e disse mi apri per piacere? aspetta devo chiederlo a mia mamma!! Si può venire allora la mamma apri la porta e il principe...

1m ...entrò subito e disse alla madre: "Voglio sposare sua figlia" la madre gli disse se per caso era la brutta ma il principe gli disse che era l'altra.
La madre gli disse quando sarebbe venuto il principe disse che sarebbe venuto la settimana dopo.

6f Caterina preparò le valige tutta contenta

3m La mamma buttò Caterina nella cantina, prese i suoi vestiti...

4f ...e tutte le robe di Caterina. La mamma chiuse Caterina in cantina e con i vestiti suoi...

3m ...li messe alla sorella brutta.

4f Quando il principe suonò la brutta era pronta la mamma disse è lui figlia vai allora andarono via.

5f  Fece andare la brutta sulla carrozza ma a un certo punto sentì sussurrare nelle sue orecchie: “Mao maolino la bella è nel tino la brutta è in carrozza e il re se la porta”

4f Si fermo e disse questa è la voce della mia sposa tiro su il velo vide la brutta il principe scese dalla carrozza...

15f e il principe la cacciò via perché aveva visto la coda.

3m ...andò a cercare nella cantina Caterina e quando la trovò...

15f Prese la bella bambina la portò al palazzo

1m ...cacciò la madre e la brutta dal regno si sposarono

5f al matrimonio invitarono le fate e gli altri

2f... e vissero con un bambino e una bambina felici e contenti.
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AVVERTENZA

Ho raccontato la fiaba della "Bella Caterina o La novella de' gatti" in una classe terza della scuola elementare "Collodi", Bovezzo (BS) nel mese di maggio 2003. La narrazione della fiaba è durata mezz'ora, mentre trenta minuti è il tempo che hanno avuto i bambini per scrivere o disegnare. Ho chiesto loro di disegnare dopo aver osservato che in un'altra terza elementare erano prevalsi i disegni, dato che desideravo di disporre di un materiale sufficiente a formare una bella versione collettiva testuale.
Presento la versione collettiva, analoga a quella che ho rinarrato ai bambini usando le loro parole il secondo giorno dell'esperienza. Si può leggerla con il semplice a capo che separa i diversi narratori, mentre di seguito si possono riconoscere, numerate da 1 a 21, le diverse voci, con la sigla 'm' o 'f' che indica se il narratore è maschio o femmina.
Per il metodo del racconto e i suoi criteri, rimando alla pagina di questo sito dedicata alla scuola
Si osservi quale potenziale espressivo emerga in una normale classe terza elementare con questa proposta di lavoro. Il procedimento ha delle analogie, anche se viene rovesciato, con quello che guidava i letterati dell'OULIPO (OUvroir de LIttérature POtentielle; versione italiana; OPLEPO, OPificio di LEtteratura POtenziale)  in Francia negli anni '70, per i quali ogni opera letteraria ne contiene innumerevoli altre potenziali: ventitré testi di alunni di scuola elementare, a una prima lettura appaiono pressoché privi di valore letterario, ma con pazienza, sensibilità e molte ore di lavoro mostrano di contenere un piccolo capolavoro espressivo. Il testo collettivo ricostruito viene riproposto alla classe con la stessa dignità con cui si è proposta la prima versione della storia, e i bambini sono presi dall'entusiasmo perché colgono la ricchezza di senso che sta nelle loro parole, e la forza narrativa presente nel loro gruppo.
È applicando questo metodo, con l'aiuto di qualche strumento visivo, come il computer che proietta i disegni opportunamente scanditi, che si ottengono miglioramenti significativi nell'apprendimento.
La questione è una questione di senso, e di piacere del testo, del proprio e del testo altrui. Si tratta di riconoscere un vantaggio - affettivo, di identità, erotico - nel lavoro con le parole. Cosa che ben di rado avviene con i metodi tradizionali, improntati a valutazioni rigide e schematiche.
Non è difficile osservare come per i bambini la punteggiatura sia quasi sempre un problema, in particolare la corretta divisione tra discorso diretto e indiretto. Ma non sarebbe meglio lasciare quando sono piccoli, almeno per i primi anni della scuola elementare, che scrivessero con poche regole di punteggiatura? insegnandole in un secondo momento si eviterebbe forse che un'alta percentuale di studenti che all'università sono ancora incapaci di usare le virgole, nonostante siano stati costretti a usarle troppo presto, o forse proprio per questo. Non ci dice nulla ricordare che i gli antichi Greci non solo non usavano alcuna punteggiatura, ma non separavano nemmeno una parola dall'altra? Per il bambino la codificazione delle parole è già abbastanza astratta: probabilmente le regole della punteggiatura sono troppo astratte per quasi tutti i bambini. Usano invece volentieri il punto esclamativo e interrogativo, di cui capiscono la valenza emotiva.
Ho tratto la storia da La Bella Caterina o la Novella de' gatti di Gherardo Nerucci, presente in questo sito.



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NOTE

  

Potè
La forma 'potè' va intesa come riduzione di 'potesse'
 

Uno stecchino
Nel mio racconto parlavo di uno steccolino, o di un bastoncino: lo stuzzicadenti è però un oggetto più comune, e i bambini cambiano spesso gli oggetti delle fiabe antiche con oggetti d'uso quotidiano.



Narratore 10m
Notiamo brevemente che il narratore più dotato qui è 10m: aggiunge particolari e colora le espressioni secondo il suo gusto, anche attingendo al suo lessico quotidiano. Osserviamo che più di un bambino aggiunge il particolare della Caterina che si toglie le scarpe per salire la scala di cristallo senza farsi vedere dal Gatto Mammone: in un caso, riportato, le scarpe sono di cristallo, mentre nel mio racconto si trattava di zoccoli. Qualcosa di Cenerentola si embrica alla Bella Caterina, che come lei è perseguitata dalla madre - che qualcuno rinarra come matrigna - e dalla sorella, e passa quel celarsi del femminile di fronte al Mammone, analogo al celarsi di Cenerentola fuggitiva di fronte al principe per tre volte. Per questo motivo vedi, in questo sito, di chi scrive, La luna nella cenere (Adalinda Gasparini 1999), in particolare il capitolo 'La fuggitiva'.


Un bambino e una bambina
La discendenza maschile e femminile rappresenta la completezza, che gli attanti raggiungono nella fiaba, e la speranza di raggiungerla della bambina che scrive.
 


Ultima revisione: 21 novembre 2018