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psicoanalisi e favole


Walter Crane "Beauty and the
                              Beast"


















 
   






     Ciò che limita il vero non è il falso, è l'insignificante.
     (René Thom)


     C
ompito urgente, essenziale: creare una logica dell’assurdo.
     Definire nei limiti del possibile il  criterio del vero e del falso nell’ambito trascendente in cui la contraddizione
è legittima, l’ambito del mistero.
     Occorre più rigore in questo ambito che in matematica.
     Un rigore nuovo, di cui oggi non si ha idea.
 
    
Il criterio è che un’assurdità vera è un riflesso, una trasposizione, una traduzione di una delle assurdità irriducibili della condizione umana.
    
Occorre dunque indagare su queste assurdità irriducibili.
    
(Simone Weil)



L’esperienza insegna che la peggior forma di patriottismo è quella di chiudere gli occhi davanti alla realtà, e di spalancare la bocca in inni e in ipocriti elogi, che a null’altro servono se non a nascondere a sé e agli altri i mali vivi e reali. [...] Vi sono due modi di amare il proprio Paese: quello di dire apertamente la verità sui mali, le miserie, le vergogne di cui soffriamo, e quello di nascondere la realtà sotto il mantello dell’ipocrisia, negando piaghe, miserie, e vergogne […] Tra i due modi, preferisco il primo.
[...]
Né vale la scusa che i panni sporchi si lavano in famiglia. Vilissima scusa: un popolo sano e libero, se ama la pulizia, i panni sporchi se li lava in piazza. Ed è cosa inutile e ipocrita invocare la carità di Patria. […] Ho forti dubbi che la Patria, per la quale si pretenderebbe invocare tale specie di carità, sia la vera Patria degli italiani. Credo piuttosto sia quella che Carducci chiamava “La Patria di lor signori”; cioè l’Italia dei servi e dei padroni, un’Italia che non merita né pietà né rispetto. (Curzio Malaparte, Il Tempo illustrato, 1956)
 
«Riconosco che il mio libro è una grave offesa (intenzionalmente arrecata) per la coscienza di tutti coloro, napoletani o no, i quali non amano la verità, vorrebbero proibir che sia detta, e arrossiscono non già del fatto che certe cose avvengano, ma del fatto che certe cose siano dette. Per costoro io non ho che disprezzo.» (Dalla lettera di Malaparte in risposta al bando morale del comune di Napoli)

  


     Vivere è stare svegli
     e concedersi agli altri,
     dare di sé sempre il meglio
     e non essere scaltri.
     Vivere è amare la vita
     coi suoi funerali e i suoi balli,
     trovare favole e miti
     nelle vicende più squallide.
     (Angelo Maria Ripellino)







last update: 09/08/2018  

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