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Nelli tre infrascritti sonetti si
contengono per ordine tutte le lettere principali
de' rittimi della infrascritta Amorosa Visione. E
però che in quelli il nome dell'autore si
contiene, altrimenti non si cura di porlo. I
sonetti sono questi.
(Boccaccio) |
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Tre sonetti composti da 1502 lettere e
un poema composto da 1502 fra terzine e code dei
canti del poema.
La lettera iniziale della prima parola del primo verso di ciascuna delle 1502 terzine o code dei canti del poema è la stessa delle 1502 lettere che compongono i tre sonetti, in ordine dalla lettera 1ma alla lettera 1502ma La divisione del poema in cinquanta canti non è soggetta alla contrainte dell'acrostico che riguarda le 1502 lettere dei tre sonetti e l'iniziale delle 1502 terzine o code dei canti del poema |
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| SONETTO
PRIMO CANTI I-XVI |
Dedica
all'amata. Sonetto caudato con una terzina (ABBA, ABBA,
CDC, DCD, EFE), 17 versi. Canti I-XVI; lettere del sonetto e terzine o code del poema: da 1 a 463 463 lettere del sonetto terzo 463 terzine o code del poema, dalla terzina 1ma alla terzina 463ma |
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1-26
52-7827-51 79-106 107-132 133-159 160-185 186-215 216-243 244-269 270-292 293-319 320-348 349-380 381-407 408-433 434-463 |
A B B A A B B A C D C C D C E F E |
Mirabil cosa forse
la presente Visïon vi parrà, donna gentile, A riguardar, sì per lo nuovo stile, Sì per la fantasia ch’è nella mente. Rimirandovi un dì subitamente Bella, leggiadra et in abit’umíle, In volontà mi venne con sottile Rima tractar parlando brievemente. Adunque a voi, cui tengo Donna mia, Et chui sempre disio di servire, La raccomando, madama Maria: E prieghovi, se fosse nel mio dire Difecto alcun, per vostra cortesia Correggiate amendando il mio fallire. Cara Fiamma, per cui ’l core ó caldo, Que’ che vi manda questa Visïone Giovanni è di Boccaccio da Certaldo. |
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| SONETTO
SECONDO CANTI XVI-XXXI |
Dedica
all'amata. Sonetto caudato con un distico (ABBA, ABBA,
CDE, CDE, ED); 16 versi 440 lettere del sonetto secondo 440 terzine del poema; dalla terzina 464ma alla terzina 850ma |
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464-494
495-522 523-548 549-579 580-613 614-643 644-670 671-692 693-716 717-745 746-773 774-801 812-824 825-851 852-877 878-903 |
A B B A A B B A C D E C D E E D |
Il dolce inmaginar che ’l mio chor
face Della vostra biltà, donna pietosa, Recam’una soavità sì dilectosa, Che mette lui con mecho in dolcie pace. Poi quando altro pensiero questo disface Piangemi dentro l’anim’angosciosa, Cercando come trovar possa posa, Et sola voi disiar le piace. Et però volend’i’ perseverare Pur nello ’nmaginar vostra biltate, Cerco con rime nuove farvii onore. Questo mi mosse, Donna, a compilare La Visïone in parole rimate, Che io vi mando qui per mio amore. Fatele onor secondo il su’ valore, Avendo a tempo poi di me pietate. |
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| SONETTO
TERZO CANTI XXXI-L 651 lettere del sonetto terzo 651 terzine del poema (dalla 851ma alla 1502ma - ultima) |
Dedicato
ai lettori [a me che studio, a te che leggi] Quartine rinterzate con due settenari (AaBBbA,,AaBBbA terzine rinterzate con un settenario (CDdC, DCcD) caudato con una terzina rinterzata con due settenari (EeEfF), 25 versi. 651 lettere del sonetto terzo 651 terzine del poema (dalla terzina 851ma alla terzina 1502ma) |
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904-929
943-965930-942 966-993 994-1009 1010-1040 1041-1067 1068-1081 1082-1113 1114-1144 1145-1163 1164-1189 1190-1219 1220-1247 1248-1264 1265-1295 1296-1323 1324-1350 1351-1368 1369-1395 1396-1420 1421-1436 1437-1463 1464-1477 1478-1502 |
A a B B b A A a B B b A C D d C D C c D E e E f F |
O chi che voi vi siate, o gratiosi Animi virtuosi, In cui amor come ’n beato loco Celato tene il suo giocondo focho; I’ vi priego c’un poco Prestiate lo ’ntelletto agli amorosi Versi, li quali sospinto conposi, Forse da disiosi Voler troppo ’nfiammato: o se ’l mio fioco Cantar s’imvischa nel proferer broco, O troppo è chiaro o roco, Amendatel’acciò che ben riposi. Se in sè fructo, o forse alcun dilecto Porgesse a vo’ lector, ringratiate Colei, la cui biltate Questo mi mosse a ffar come subgiecto. E perchè voi costei me’ conosciate, Ella somigli’ amor nel su’ aspecto, Tanto c’alcun difecto Non v’á a chi già ’l vide altre fïate; E l’un dell’altro si gode di loro, Ond’io lieto dimoro. Rendete a llei 'l meritato alloro, E più non dic’omai, Perché decto mi par aver assai. |
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As
Soon
As
Possible
Prima
Possibile