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| Adalinda
Gasparini LO SCIOGLIMEMBRA In: LIBeR, Campi Bisenzio, maggio-giugno 2001 |
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Il corpo, e il corpo è sessuato, dal primo
commento che si
pronuncia alla nascita, è quanto di noi occupa uno spazio
fisico, ma è anche il nostro oggetto più immaginario.
Possiamo sorridere ricordando le fantasie infantili, o le teorie degli
scienziati del passato, per i quali la femmina manteneva all'interno
ciò che nel maschio, caratterizzato da un maggior calore, si
estrofletteva. Così i genitali femminili non hanno ricevuto
alcun nome specifico fino al XVIII secolo. Sorridiamo meno ricordando
che nel '68 si riteneva che la nevrosi sarebbe scomparsa con la
liberalizzazione dei costumi sessuali, e osservando l'opinione tuttora
dominante, per la quale la scienza verrà a capo della
complessità che caratterizza la passione, i sentimenti, i
sintomi. Esiodo racconta che questo era il dominio di Eros, che
scioglie le membra e sottomette i pensieri e i saggi proponimenti degli
uomini e degli dei. Pur avendo ben poco da offrire a chi soffre per la
tirannide, l'assenza o la bizzarria di Eros, la scienza psico-medica
nella sua versione volgare si propone come depositaria di un sapere
decisivo: se si considera tanto importante un farmaco come il Viagra,
si è dominati dall'illusione che si possa agire su un pezzo del
corpo, come se fosse una macchina assemblata e smontabile. Anche i
concetti psicoanalitici vengono usati come se Freud avesse rafforzato,
anziché sovvertirla irreversibilmente, l'illusione di poter
fornire una descrizione oggettivante dello sviluppo psicosessuale.
Rinunciare alle illusioni costa, ma mantenerle costa più caro,
imponendo il sacrificio della capacità di pensare autonomamente
e
di apprendere dall'esperienza. Si manca di memoria quando si
considerano insensati fenomeni adolescenziali come il tatuaggio e il
piercing: la segnatura del corpo, alla nascita e all'ingresso
nell'età adulta, caratterizza tutte le culture, sia primitive
che evolute, come nei riti tribali o nella circoncisione. Se un
adolescente si lamenta della bruttezza di una parte del suo corpo, tale
nella sua rappresentazione soggettiva, ci accontentiamo di dirgli che
è oggettivamente normale, senza interrogarci sul suo messaggio.
A me sembra che gli adolescenti si ribellino all'imposizione di un
corpo oggettivato e smontabile, nel tentativo di recuperarne la valenza
soggettiva, anche ferendosi in una sorta di auto-marcatura. Il corpo
che gli adulti, genitori ed esperti, si illudono di descrivere
esaustivamente, si sottrae e rilancia, anche dolorosamente, il gioco
del desiderio. Per il quale l'immagine poetica di Eros scioglimembra,
temuto e implorato dagli esseri umani e divini, potrebbe essere
scientificamente più conveniente. |