

| SAGGI |
| FIABE |
AA.VV., La crescita
misconosciuta, Collana diretta da
Sebastiano A. Tilli, Promossa da Gradiva, Istituto per la ricerca in
psicoanalisi di Firenze; Edizioni ETS, Pisa
1997.
Il concetto di crescita è criticamente osservato nel quadro di
indagine evolutivistico e strutturalistico, invitando chi può e
vuole ad abbandonare le semplificazioni che, volte a rassicurare gli
educatori, falsificano la complessità della crescita umana.
AA.VV., Il fiore chiuso. Dubbi
sulla tentazione di crescere,
Edizioni ETS, Pisa 2000.
L'insieme dei saggi contenuti in questi volumi, a cura di Gradiva,
Istituto per la ricerca in psicoanalisi, concerne la crescita, che
l'approccio
psicoanalitico indaga da sempre, senza però fornire le
semplificazioni
o le ricette volgarmente più diffuse, non solo nella scuola di
ogni
ordine e grado. Spaziano dal tema dell'origine, alle rappresentazioni
nei
bambini siero positivi, all'innamoramento, alla rilettura dei casi
freudiani,
indagando materiale clinico, rivisitando teorie e autori.
AA.VV., Il romanzo antico greco e latino. Il
romanzo di Nino. Antonio Diogene: Le meraviglie di là da Tule. Caritone: Le avventure di Cherea e Calliroe.
Senofonte Efesio: Abrocome e Anzia
(Racconti efesii). Giamblico: Le
storie babilonesi. Luciano di Samosata: Storia vera. [Luciano]: Lucio o l'asino. Achille Tazio: Leucippe e Clitofonte. Longo
Sofista: Le avventure pastorali di
Dafni e Cloe. Eliodoro: Le
etiopiche. Petronio: Il
romanzo satirico. Apuleio: Le
metamorfosi. Storia di Apollonio re di Tiro. Sansoni, Firenze 1981
AA.VV.,
(Dorey, R., Castoriadis, C.,
Enriquez, E., Thom, R., Ménéchal,
J., Fridman, W.H., Berquez, J., Green, A.) L'incoscient et
la science, Dunod, Paris 1991; tr.it. L'inconscio e la scienza, Borla,
Roma 1996.
BETTELHEIM,
Bruno, Il mondo
incantato (1976). Tr. it.
Feltrinelli, Milano 1988
È il punto di partenza, non solo storico, per lo studio
psicoanalitico
della fiaba, di cui Bettelheim scoprì il potenziale
comunicativo
osservando che potevano coinvolgere bambini sofferenti per disturbi
psichici,
in maniera ben diversa dalle storielle realistiche.
Osservò
inoltre che le versioni originarie, non emendate degli elementi
conflittuali e perturbanti, erano molto più efficaci nel
permettere
ai bambini di rappresentare i loro conflitti. Se è vero che le
interpretazioni
delle fiabe sono datate, corrispondendo a una concezione evolutivistica
della psicoanalisi, è certo che restano ricchissime di spunti le
pagine dedicate al rapporto fra l'adulto che narra e il bambino che
ascolta.
BION, Wilfred Rupert, Esperienze nei gruppi.
Tr.it.
Armando,
Roma 1971.
Il testo sarà utile a chi, fornito di qualche nozione
psicoanalitica, o almeno di un buon dizionario della materia (trova in
questa bibliografia Laplanche e
Pontalis... ), voglia comprendere la struttura del
gruppo
umano, indispensabile anche per leggere certe dinamiche nella
classe e nel gioco del leader.
CAILLOIS, Roger, Ricorrenze nascoste (1978).
Tr. it.
Sellerio, Palermo 1986.
Tutti i testi di Caillois rispecchiano la natura complessa della fiaba
e del mito. Per chi non ha paura di perdersi, un'occasione di grande
finezza estetica e di vigore intellettuale. Aisthèsis in
greco significava
sensibilità.
CASTORIADIS,
Cornelius (1978) Les
carrefours du labyrinthe;
tr. it.: Gli incroci del labirinto, Hopeful Monster, Firenze
1988.
Una rimeditazione psicoanalitica del concetto di immaginario
nell'ambito
dell'opera freudiana e della lettura lacaniana, necessario per ogni
nuova
ricerca sul tema della sublimazione.
DETIENNE,
Marcel, e VERNANT, Jean-Pierre, Le astuzie
dell'intelligenza nell'antica Grecia (1974). Tr.it. Mondadori,
Milano
1992.
Si tratta di un testo monografico sul mito, dedicato al concetto di ruse,
astuzia: in greco, mètis.
Nella Teogonia di Esiodo (cit.), Mètis unita a Zeus
concepisce
Atena, dalla mente perfetta, e Zeus la ingoia prima che
partorisca, quando sa che la dea è destinata a concepire un
figlio destinato a
spodestarlo.
La tiene dentro di sé perché lo aiuti per sempre a
discernere
il bene e il male. Quanto al concetto, sarebbe traducibile con intelligenzacome
pensiero
divergente, e indica la capacità di immaginare e attuare una
soluzione per un problema apparentemente irresolubile, per superare uno
scoglio definito come insormontabile. Il fascino del concetto, e la sua
presenza nei miti e nell'epica, offre un affondo nella cultura antica.
Per tornare al mito, secondo il Simposio di Platone Eros
fu
concepito da Pènia (Povertà, Mancanza) e da Pòros
(Ricchezza, Soluzione felice, Guado), che era figlio di Mètis.
FORNARI, Franco, La vita affettiva
originaria del bambino,
Feltrinelli, Milano 1963.
Può essere discutibile proporre un testo poco recente come
questo
di Fornari, ma affrontare la vita fantasmatica del bambino porta al
cuore
delle rappresentazioni arcaiche, tanto ricorrenti nelle fiabe e nei
miti. L'approccio kleiniano è spesso quello in cui le fiabe
antiche
sembrano tradursi più facilmente, e la sua complessità,
spesso
ostica in termini che possono suonare brutali, come pene fecale
o seno divorante, può fare da antidoto a visioni
tranquillizzanti
e soporifere della crescita.
von FRANZ, Marie-Louise, Il
femminile nella fiaba,
Boringhieri,
Torino 1983.
Si tratta di un'entrata agevole per comprendere psicoanaliticamente
la fiaba nella chiave junghiana. Si tratta quindi di un libro adatto a
chi deve cominciare a legare il
senso
delle rappresentazioni fiabesche, mitiche e archetipiche, ai sogni e
alle
vicende personali di donne analizzate dall'Autrice.
FREUD,
Sigmund, L'interpretazione
dei sogni (1899).
Tr.it.
in Opere, III, Boringhieri, Torino 1966.
Partire da Freud, e dalla Traumdeutung, per chi voglia studiare
la fiaba, è come tornarvi per lo psicoanalista. Significa
scegliere
la via maestra, radicare il proprio studio nel momento in cui
scaturisce
la psicoanalisi, e conoscerne, se si prosegue il lavoro, la sorgente.
FREUD, Sigmund, Totem e
tabù (1912-13). Tr.it.
in Opere, VII, Boringhieri, Torino 1975
In questa proposta si privilegia il rapporto presente nel testo fra
la condizione soggettiva, nevrotica, e la condizione collettiva e
storica, che consente di conoscere la struttura edipica in un contesto
particolarmente adatto a chi voglia studiare fiaba e mito.
FREUD, Sigmund, Il perturbante
(1919). Tr.it. in Opere,
IX, Boringhieri, Torino 1977.
Il breve saggio porta nel gioco dell'ambivalenza: Heimlich/Unheimlich
si oppongono e convergono uno nell'altro, cioò che è
noto,
intimo, si capovolge nel suo opposto, lo straniante, spaesante,
perturbante.
O fascinante. Il saggio si
occupa di oggedivatti letterari, e precisa come il carattere
fascinante non riguardi i
contenuti, ma il modo in cui vengono proposti: come nei
sogni, del resto. Un incubo è tale non per ciò che mette
in scena, ma per la relazione tra una rappresentazione e la resistenza
ad accoglierla.
FREUD, Sigmund, Introduzione
alla psicoanalisi (anche
Nuove lezioni) (1915-17 e 1932). Tr. it. in Opere, VIII e XI,
Boringhieri,
Torino 1979.
Per questo testo vale quanto detto per L'interpretazione dei sogni.
Si tratterà in questo caso di una partenza più
sistematica. È come
conoscere
una città: c'è chi prima di visitarla si dota di libri e
piantine, e chi si interessa alle guide sistematiche solo dopo averla
percorsa
aleatoriamente. Ciò che conta è pervenire alla meta:
visitare
la città, o il tema culturale, che si desidera.
FREUD, Sigmund, L'uomo Mosè e la religione
monoteistica: tre saggi (1934-1939). Tr. it. in Opere, XI,
Boringhieri,
Torino 1979.
JUNG,
Carl
Gustav, Simboli
della trasformazione, in Opere,
vol. V, Boringhieri, Torino 1970.
Se la comprensione junghiana della fiaba è agevole leggendo
M.L. von Franz (cit.), tornare a Jung, o partire da lui, come si
è
detto per Freud, significa comprendere qualcosa che va oltre rispetto
all'uso
che è stato fatto della sua teoria e dei suoi scritti dagli
allievi. L'esercizio dell'ermeneutica junghiana, per l'appassionato
di fiabe e miti, ha qui un vigore pari solo a quello di Psicologia
e alchimia (in Opere, vol.
XII, Boringhieri,
Torino 1992), che rappresenta una valida, e forse ancor più
ardua,
alternativa. È noto che Jung riservò a questi materiali
un'attenzione costante, trovando che avessero in qualche modo il
segreto
della comprensione della vita psichica. Nell'alchimia, della quale
aprì lo studio moderno, vide una sorta di
prefigurazione
della psicologia del profondo, o psicologia analitica, come denominava
la sua psicoanalisi dopo la rottura con Freud. Se da un lato la visione
junghiana ha esiti salvifici che la collocano ai margini della scienza
di Freud, dall'altro il maestro continuò a dialogare con l'ex
allievo prediletto, mai sostituito, per tutta la sua opera. Jung sembra
trovare risposte, mentre Freud sembra non trovarne mai, come
nell'aneddoto dei suoi ultimi anni, a Londra, quando, ormai vicino alla
morte, passeggiava nel parco con la figlia Anna. Si fermò
davanti a una statua di Psiche, e le chiese: - Chi
sei?. Poi, rivolgendosi alla figlia, disse: - Psiche, interrogata, non
risponde.
LOMI,
Carla, Alle origini della fata. La
donna e la sua
psiche allo specchio, E.d.M., Prato 2004.
MILLOT, Catherine (1979), Freud
antipedagogo, Emme
Edizioni,
Milano 1982.
Il libro più prezioso per ripercorrere sistematicamente quanto
Freud ha scritto intorno all'educazione, con capitoli sulle successive
teorizzazioni, in particolare di Anna Freud e Melanie Klein, e sulle
esperienze
di scuole condotte secondo principi psicoanalitici. La lettura che l'A.
conduce fra i testi freudiani non lascia spazio all'ipotesi di
una
sensata applicazione della psicoanalisi all'educazione: ma le parole di
Freud possono aprire molteplici prospettive. Per questo mi piace
parlare non di educazione psicoanaliticamente illuminata, ma psicoanaliticamente ombreggiata. [Nel sito: Favole a scuola all'ombra della
psicoanalisi]
PROPP,
Vladimir Ja., Morfologia della
fiaba. Con un
intervento
di Claude Lévi-Strauss e una replica dell'autore. A cura di Gian
Luigi Bravo, Einaudi, Torino 1966.
Si considera comunemente datata l'opera di Propp,
che invece potrebbe mantenere intatto il suo portato
pionieristico. Le catalogazioni di fiabe, [trova Stith Thompson]
hanno costituito
repertori
tanto vasti da essere difficilmente utilizzabili, e la loro descrizione
come strutture rigide ha permesso di riconoscere temi universali, senza
aiutare a comprenderne il senso. Propp era animato,
soprattutto
nella Morfologia..., da
un desiderio poetico,
attestato
dal richiamo alla Morfologia di
Goethe. [Vedi a questo proposito il capitolo sulla morfologia in Aladino e la lampada meravigliosa,
trova in Pubblicazioni] L'insegnante che
intenda usare la fiaba nella
scuola
non può prescinderne, soprattutto per non farsi irretire dalle
orribili e numerosissime volgarizzazioni ancora circolanti.
È della Morfologia..., pubblicata a San Pietroburgo nel
1928, l'intuizione di una
struttura umana
ricorrente,
e del potenziale conoscitivo che essa potrebbe fornire per lo studio
non
solo
della fiaba, ma delle tradizioni popolari e della letteratura in
genere. Come psicoanalista, rivisitando le funzioni proppiane, immagino
una morfologia come rappresentazione della realtà psichica,
intrecciata alla concezione della topologia di René Thom. [nel
sito: Un istante prima di svegliarsi,
e La luna
nella
cenere, ottavo capitolo in Pubblicazioni]
RICHTER, Dieter, Il bambino
estraneo.
La nascita
dell'immagine
dell'infanzia nel mondo borghese (1987). Trad. it. La Nuova Italia,
Firenze 1992.
Estraneo alla lettura psicoanalitica, Richter descrive l'estraniarsi
dell'infanzia, direttamente proporzionale all'aumento delle
preoccupazioni astratte che le dedica il mondo degli adulti.
RIVISTA
delle
tradizioni popolari italiane - Anno I, 1 Aprile 1894 [Cerca Mo finì 'l tonto]
SONTAG, Susan, Against Interpretation, 1964
In questo testo si considera l'interpretazione freudiana - insieme a
quella marxixsta - come una violenza contro il testo. Potremmo
sottoscrivere la valutazione di Sontag solo se non riconoscessimo nei
saggi sull'arte di Freud un'intelligenza preziosa per la comprensione
dell'arte come fenomeno umano, attraverso il quale altre espressioni
degli esseri umani possono diventare comprensibili. L'attacco della
Sontag è corretto in quanto rivolto a un certo uso della
psicoanalisi come strumento per padroneggiare l'arte, collocando lo
psicoanalista intepretante in una posizione di superiorità
rispetto all'artista stesso: come se forzasse l'artista, o l'opera, a
stendersi sul lettino. Fermo stando che può trattarsi di una
resistenza ai propri contenuti inconsci, lo psicoanalista
ricorderà che può correttamente parlarne in questi
termini nel contesto clinico, in presenza cioè di una domanda, e
della conseguente scelta di stendersi avendo lo psicoanalista
più o meno silente alle spalle. Altrimenti si incorre nel
rischio di provocare battute come questa di Baudrillard dopo uno
scontro con Lacan, uscendo dal Seminaire: "Meglio il lettino da campo
che quello di Lacan".

AFANASJEV,
Aleksandr
Nikolaeviç, Antiche fiabe
russe
(1855-1864).
Tr. it. Einaudi, Torino 1980.
Grande raccolta storica, base per il lavoro morfologico di Propp,
è
fra le poche in cui il massimo amore per il racconto popolare si lega alla
sensibilità estetica e al rigore nella ricerca.
ANDERSEN,
Hans
Christian, Tutte le fiabe e favole.
The
Snow Queen (1844-46).
Illustrated by
Vladyslav Yerko. Best children's book 2006 USA, Andersen Foundation.
Il Brutto Anatroccolo
(1845) 1;
Il Brutto
Anatroccolo 2
ANTONIAZZI, Anna, Romagna
incantata. Luoghi e personaggi, simboli e misteri delle fiabe e delle
leggende romagnole. Prefazione di Emy Beseghi. Cesena, Ponte
Vecchio, 2003.
Trascritte e commentate dalla amica e collaboratrice, le fiabe fanno
emergere l'immaginario popolare nella sua particolarità, che
è, allo stesso tempo, la sua universalità.
ANTONIAZZI, Anna, Labirinti
elettronici. Letteratura per l'infanzia e videogame.. Prefazione
di Emy Beseghi. Milano, Apogeo, 2007.
Libro prezioso per chi si interessi di immaginario collettivo, di
educazione, di letteratura, che consente anche a chi sa poco o nulla
dei videogame di non essere ignorante di fronte a un fenomeno
così rilevante.
APULEIO,
Amore e Psiche, Prefazione,
traduzione e note
di Gian Franco Pasini. Fògola, Torino 1983.
La fiaba incastonata nell'Asino d'oro
di Apuleio può essere considerata la più antica del
mondo,
per la fruibilità immediata e la ricchezza di motivi, comune a
innumerevoli storie. Confina con il mito, e può
suggerire
riflessioni sul rapporto fra i due generi. Essendo contenuta nel
più
celebre romanzo antico, impone anche una riflessione sul rapporto fra
mito,
fiaba e romanzo. [Nel sito: Il motivo dell'enigma]
BASILE, Giambattista, (1634-1637), Lo
cunto de li cunti [Pentamerone]
a cura di Michele Rak. Garzanti, Milano 1986.
Se Le mille e una notte sono la Bibbia della fiaba, come ha
scritto Dino Buzzati, il Pentamerone è il Vangelo. Non si trova
una raccolta successiva al Pentamerone per la quale
non si possa ipotizzare qualche debito con Basile. Seguendo il giudizio
di Benedetto Croce, Basile,. Shakespeare della fiaba, ci ha
dato
la più bella raccolta di fiabe del mondo e la massima opera
barocca
della letteratura italiana. I Grimm, ad esempio, attinsero largamente
alla
raccolta, anche se circola ancora, non di rado fra addetti ai lavori,
l'ipotesi romantica che
il
popolo tedesco sia stato l'unica fonte delle loro fiabe. Percorsi
storici
e letterari, labirinta poco esplorati, arruffano la matassa delle
raccolte,
senza che le fiabe e i loro narratori, di tutti i tempi, ne abbiano
ricevuto
alcun danno. Chi può legga Basile nella lingua napoletana
popolare e raffinata, vertiginoso
laboratorio sperimentale, arduo e splendente, accessibile con il testo
italiano a fronte. Da Maestro di fiaba e del Barocco, Basile somiglia a
Shakespeare
nell'alternanza impeccabile tra registri diversi, comico e tragico,
bucolico
e volgare. Nella scrittura di Basile, anche per la ricchezza di
trame
e simboli, la fiaba abita avendo in tutte le stanze, in tutti i
registri, esaltando la sua grazia e la sua forza di significazione, fra
messa in scena, nella favola, e chiamata in scena dalla realtà
psichica del lettore,di conflitti, crescita, trasformazioni,
elementi
perturbanti e squarci lirici. [Nel sito: La Gatta Cennerentola, Li sette
palommielle]
Stories from Pentamerone by
Giambattista Basile. Selected and edited
by E. F. Strange. Illustrated by Warwick Goble.
Il
Pentamerone; or, The Story of Stories by Giambattista Basile.
Illustrations by Warwick Goble and George Cruickshank.
BAUM, Frank L., The Wonderful Wizard of Oz, US 1900
(Victor Fleming, The
Wonderful Wizard of Oz, US 1939)
BILIBIN, Ivan Yakovlevich (1876-1942)
Russian Golden Age Illustrator
BURTON, Sir Richard, The Book of Thousand Nights and One Night,
with introduction explanatory notes on the manners and customs of
Moslem men and terminal essay upon the history of the Nights. 10 voll.,
London, Burton's Club, For Subscribers only.
BOLOGNINI, Nepomuceno (1883-1889), Le
leggende del Trentino,
Arnaldo Forni Editore (rist. anast.); Bologna 1997.
CALVINO,
Italo, Fiabe
italiane
(1956),
Mondadori, Milano 1979, 2 voll.
Con questa opera chi usa la lingua italiana dispone di una raccolta
estesa a tutte le sue aree geografiche e linguistiche. Italo Calvino ha
riportato alla luce gli studiosi, di diversa
levatura
letteraria e scientifica, che hanno operato come demologi,
così
si definivano, in ogni parte d'Italia. L'opera di Calvino costituisce
il
punto di partenza per avvicinarsi alla fiaba senza faticare su
scogli
linguistici e letterari come quelli di Basile o delle raccolte
dialettali, e la sua introduzione resta uno strumento prezioso per
la
comprensione della fiaba.
CENERENTOLA, Moovie connections for
Cendrillon (1898-2009) IMdb
CHANDRA,
Vikram
(1995), Red Earth and Pouring Rain,
London, Faber; tr. it. Terra rossa e
pioggia scrosciante, Instar Libri, Torino 1998.
Questo romanzo è inserito fra queste raccolte perché, con
uno sguardo per niente canonico, può essere considerato una
mirabile raccolta new-global di miti e tradizioni.
CHRISTILLIN, Jean-Jacques (1902-1905),
Contes du
Val D’Aoste. Recueillis dans la Vallée de Cogne; A.V.A.S.
Musumeci Editeur; Quart (Val D’Aoste) 1992. [Nel sito: Le
valet du marchand]
COLETTE, L'enfant et le
sortilèges, (1916), musiche di Maurice Ravel (1925, prima
esecuzione).
part.
1;
part.
2;
part.
3;
part.
4;
part.
5.Balletto diretto
da Lorin Maazel, Matthew Hart; Nederland Dans Theater, Orchestre De
Paris, Royal Ballet Prokofiev's

COLTRO, Dino, Fole e lilole.
Fiabe
della tradizione orale veronese. Marsilio; Venezia 1991.
Nella fiaba che ancora resta
patrimonio dell'oralità contadina, la "patina" del quaotidiano
(linguaggio, immagini, aspetti, tematici) non arriva mai a coprire o
cancellare "l'eccezionale". Si può dire, anzi, che proprio
"l'eccezionale" costituisca l'elemento narrativo della oralità. (Ivi,
Introduzione, p. LIII) [Vedi: La fontana che brila, l'albero che canta e
l'ucelin belverde]
COMPARETTI, Domenico (1875), Novelline
popolari italiane;
Arnaldo Forni Editore (rist.anast.); Bologna 1968. [Nel sito: Fiore
di mare]
CORONEDI BERTI,
Carolina (1883), Favole
bolognesi. Al
sgugiol
di ragazù; Arnaldo Forni Editore (rist.anast.); Bologna
2000.
CRISTOFORO ARMENO (Venezia, Michele Tramezzino, 1557), Peregrinaggio di tre giovani figliuoli del re di Serendippo; A cura di Renzo Bragantini, Salerno Editrice, Roma 2000.
La data
dell'opera, pochi anni dopo la pubblicazione delle Piacevoli notti, ha fatto
ipotizzare che dietro lo pseudonimo - che dichiara la
cristianità e il legame con l'oriente - si celi lo stesso autore
che ha scelto
il cognome Straparola per firmare la prima raccolta del mondo
in cui sono state pubblicate delle fiabe di magia.
In ogni caso la fecondità di incontri come questo fra culture
diverse, attraverso un racconto che deve a entrambe qualcosa di
irrinunciabile, è attestata dalla fortuna del libro in Europa
(prima traduzione francese: 1717; prima
versione inglese: 1719), e dalla ancor più grande fortuna del
ternmine serendipity, coniato
in relazione a quest'opera da sir Horace Walpole in una lettera del 28
gennaio 1754 indirizzata all'amico Horace Mann, che viveva a Firenze.
La complessità del tema è immensa, riguardando la storia
delle origini delle storie di detective. Voltaire scrivendo Zadig
doveva aver ben presente questa storia, che per un motivo
essenziale si collega a una novella di Giovanni Sercambi (1348-1424).
The Three Princes of Serendib. By
Richard Boyle © 2000. Part Two (accessed May 14th 2010)
Comunità
armena di Roma. La
serendipità in Cristoforo Armeno. Di Barbara Najarian
(accessed May 14th 2010)
Il giallo e il noir. Parte prima: La
detection dal cavalier Dupin a Sherlock Holmes, di Massimo
Bonfantini (accessed May 14th 2010)
Encyclopaedia
Iranica. Italy xi. Translations of Persian Works in Italian.
Cristoforo Armeno,
Peregrinaggio di tre giovani figliuoli del re di Serendippo (II-V)
[in Japanese] HASHIMOTO KatsuoDE
ROSSI DI SAN GIULIANA, Hugo,
Fiabe e leggende della Val di Fassa.
I Parte. Innsbruck 1912. Titolo originale Märchen und Sagen aus dem Fassetale.
Nuova edizione a cura di Ulrike Kindl. Trad. Amalia Zacchia. Istitut
Cultural Ladin “majson di fašegn”, 1984. San Giovanni, Vigo di
Fassa/Vich. [Nel sito: Čian Bolfin]
DE SAINT
ÉXUPERY, Antoine, Le
petit prince
(1939). Il testo francese con tutti i disegni
originali.
DIRITTI,
Giorgio, Il vento fa il suo giro
(E l'aura fai son vir) (2005)
, L'uomo che verrà (2009) 
Consideriamo favole questi due film di Giorgio Diritti perché
non si pongono come resoconti storici, né come opere d'evasione.
Come un narratore di miti e fiabe, Diritti racconta la realtà di
oggi, percorre con noi sentieri in direzione della elaborazione di
traumi che ci spingerebbero a regredire verso forme sociali razziste o
prive di speranza. Traccia nel mare della storia contemporanea tracce
come quelle che il nocchiero greco disegnava nel mare: la scia della
nave appena tracciata si dissolveva, ma esisteva abbastanza
perché il viaggio continuasse. La speranza nelle favole non
è illusione, ma necessità che la dinamica stessa della
narrazione esige. Ed è allo stesso tempo apertura all'evento che
imprime una direzione imprevista a una vicenda tragica.
Ne L'uomo che verrà la
bambina ammutolita ritrova la paroal per cantare una nenia al
fratellino che ha salvato dalla morte. Al suo canto somiglia al piccolo
fuoco che il giovane riaccende nella stufa della stanza abbandonata.
Pare che Giorgio Diritti non s'illuda sulla natura umana (si può
osservare come il professore francese capraio faccia un'enunciazione
strettamente freudiana: il male verrebbe dalla repressione della
sessualità), mantenendo però la capacità di
riconoscere nella vita segni che sorprendono, e attraverso minimi
cambiamenti qualitativi rilanciano vicende che sembravano condannate al
fallimento. Ho sentito Giorgio Diritti a Firenze e mi ha fatto la
stessa impressione di lucida disillusione sulle ideologie vecchie e
nuove e di accoglienza alla speranza come traccia non definitiva
né definitoria.
Ma la ragione per la quale metto i suoi due film in questa bibliografia
sulle favole è quel che accade subito prima che il piccolo
fiuoco si riaccenda nella stufa: l'emarginato, il matto del villaggio
si impicca dopo la partenza del professore capraio francese, col quale
era venuta meno, si era curata, la sua folle mancanza d'opera. La
difesa rigida agita contro il nemico,
lo straniero, l'altro, in una
famiglia, come in qualunque gruppo sociale e culturale piccolo o
grande, condanna al silenzio della morte le proprie parti più
fragili. Non diversamente nella dinamica del soggetto. (4 settembre
2010)
ESIODO, La Teogonia di Esiodo e tre
Inni Omerici, nella
traduzione di Cesare Pavese,
Einaudi,
Torino 1981.
Quando nascono Gaia/Terra, o Urano/Cielo, insieme alla divinità
nasce la parola che la designa e la realtà fisica nominabile
dall'uomo.
Chi sia interessato al mito vi troverà, anche se a volte solo
accennati,
i nuclei mitici essenziali della Grecia antica. L'opera non ha una
struttura
narrativa, come i poemi omerici, e questo l'ha resa, secondo me, meno
fruibile.
Era destinata al canto, e a un pubblico che conosceva la materia di cui
trattava, come chi assiste alla messa sa chi erano Gesù e la
Madonna,
e non ha quindi bisogno che la lettura del Vangelo sia corredata da
note.
Inoltre il testo probabilmente aveva per l'aedo la funzione dello
spartito per il musicista jazz: il tema base per l'improvisazione. La
bellezza di questa opera si rivela lettura dopo lettura, e somiglia
a un'immersione nella sorgente della nostra cultura, dopo la quale si
accende la
pregnanza
di parole quotidiane come erotismo, prometeico,
afrodisiaco,
titanico,
astri,
geologia,
e di tanti elementi della nostra tradizione culturale.
ESOPO, Aesop's Fables, Online Collection
FEDRO, Favole
di Fedro. Commentate da Felice Ramorino. Terza edizione riveduta
e corretta. Torino: Ermanno Loescher, 1892. Ebook and Texts Archive,
American Libraries) (Testo latino commentato; accessed May 15th 2010)
FIABE
DEI BALCANI, a cura di
Alexandra Šuçur,
introduzione
di Antonio Faeti; Einaudi, Torino 2000.
Si tratta di una delle più belle raccolte di fiabe tradotte
in italiano. Vengono dalla raccolta ottocentesca del grande linguista
Vuk
Stefanoviç Karadziç, e il mondo slavo e balcanico
attraverso
queste storie ci rivela la sua appartenza stretta all'Europa
intrecciata a motivi orientali, che attestano legami
stretti con la tradizione delle Mille e una notte. Anche in questo
caso Antonio Faeti ci parla di fiaba come uno dei pochissimi capaci di
non essere superficiale né moralista.
FINAMORE,
Gennaro (1882) Novelle
popolari abruzzesi. Prima parte. Seconda edizione a cura
di
Emiliano Giancristofaro [con ristampa anastatica della prima] Editrice
Rocco Carabba, Lanciano
1979. [Nel sito: Fiore e Cambedefiore]
Il nostro popolo crede a quello che
racconta? Se gli si domanda, risponde: Eh, si racconta! E ciò
dice con una cert'aria tra scettica e dispettosa, che vuol significare:
Saranno panzane; ma che male ci è a correre un po' il mondo
incantevole de' fantasmi? La vita ordinaria non è povera
abbastanza perché sia lecito darsi il lusso, di quando in
quando, specie in solenni occasioni, e tra liete brigate, di una
imbandigione di cui la fantasia fa a larga mano le spese? Non si
è forse già sognato e cantato di un antico secolo d'oro? (Finamore,
Prefazione, p. XIII)
...Si sa, quanto più il
narratore è idiota, tanto meno riesce a persuadersi come un uomo
serio possa aver voglia di stare a sentire e mettere in carta le
sue novelle; e, quasi per pia condiscendenza, dopo molte smorfie, dice
il fatto suo, non come ad un fanciullo o ad un pari suo lo direbbe, ma
elevando a suo modo lo stile, abborracciando, e come va parlato a un
uomo cui vuol mostrare gentilmente di non ritenere rimbambito o affatto
perduto il cervello. Il che è a scapito della naturalezza e
della vivacità della forma. Ma io non ho lisciato né
raffazzonato nulla. Presento studi dal vero. (Ivi, p. XV)
FLEMING, Victor (US 1939) The
Wonderful Wizard of Oz (Frank Baum, The
Wonderful Wizard of Oz, US 1900)
LA
FONTAINE, Jean de La, Fables on
lineGIGLI,
Giuseppe (1893),
Superstizioni, pregiudizi e tradizioni
in terra d'Otranto; Arnaldo Forni Editore (rist. anast.); Bologna 1979.
GIOIELLI, Mauro, Fiabe, leggende e
racconti popolari del
Sannio. Cosmo Iannone, Isernia 1993.
L'antologia include versioni in italiano
moderno, altre dai testi dei ricercatori che andavano raccogliendo
fiabe
tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento, e include alcune
versioni
delle minoranze linguistiche, come
quella slava: la multicultura non nasce nel nostro tempo.
[Nel sito: L' tacc' taccune d' Maria d' legna,
la fiaba serbo-croata Djevojka sa zvijezdom e la
slavo-molisana Das Mädchen mit dem Stern]
Le fiabe e le favole dei Fratelli
Grimm
ILLUSTRATIONS
IN FAIRY TALES from Early 20th Century Europe. Music by Sergey
RachmaninovLA SORSA,
Saverio
(1927-1928) Fiabe
e novelle del popolo
pugliese. Con prefazione di A. Mari; F. Casini & Figlio
Editori, Roma-Bari; 2 voll. [Nel sito: Rè
fendana d'aure]
LA SORSA, Saverio (1938) Leggende
poetiche di Puglia.
Prampolini, Catania.
LUCIANO DI SAMOSATA (Samosata 120 - Atene
180) Di una storia vera, traduzione italiana di Luigi Settembrini (1862)
LETTERIO DI FRANCIA
(1931),
Fiabe
e novelle calabresi. Seconda parte; Pallante, Studi di filologia e
folklore diretti da P.S: Leicht, F. Neri & L. Suttina; Fascicoli
VII
e VIII; Ottobre 1931 - IX; Casa Editrice Giovanni Chiantore Successore
Ermanno Loescher, Torino. [Nel sito: U
figghiu du re]
MANGO, Francesco (1890), Novelline popolari
sarde. Raccolte
e annotate da Francesco Mango; Arnaldo Forni Editore (rist.
anast.);
Bologna, 1987.
[Nel sito: Is
tresgi bandius]
MAZZINI, Ubaldo, Saggio di folklore
spezzino; “Archivio
per la etnografia e la psicologia della Lunigiana”, diretto da G.
Sittoni e G. Podenzana, La Spezia, 1911. [Nel sito: O
dente d'oo]
MÉLIÈS,
Georges, Cendrillon
(Cenerentola) (France,
1899)
La Lanterne Magique (La lampada di Aladino) (France,
1903)
LE MILLE E UNA NOTTE, Prima versione
integrale dall'arabo
diretta
da Francesco Gabrieli (1948). Einaudi, Torino 1980, 4 voll.
L'unica traduzione integrale italiana di
una
raccolta araba, con, in appendice, la fiaba di Aladino tradotta dalla
prima versione araba tradotta dal grande arabista Francesco Gabrieli,
che ha supervisionato l'intera raccolta. Devo molto a Francesco
Gabrieli, che quando trepidavo tra orgoglio e insicurezza per la mia
soluzione del giallo filologico
[Nel sito: Aladino
sul lettino articolo del 1988 nel quale anticipavo la
soluzione] mi ricevette nella sua casa romana e mi rassicurò
sulla correttezza filologica della mia ricerca. Sempre Francesco
Gabrieli mi suggerì di scrivere all'arabista Muhsin
Mahdi, che mi comunicò prima di darle
alle stampe le sue conclusioni: alle quali ero giunta con la mia filologia psicoanalitica.
[Vedi Breve storia delle mille versioni]
MUSSO,
Guido, Conte,
fàule e legende dla
tradission popolar piemontèisa contà da l'anvod dij
Bré
e barba Guido; Piemonte in Bancarella, Torino 1996
[Nel sito: Petit Menin]
OVIDIO, Le metamorfosi, Testo latino e
traduzione in
versi italiani di Ferruccio Bernini. Zanichelli, Bologna 1983, 2 voll.
Fondamento essenziale dell'immaginario mitologico nel Medio Evo, unico
fino alla diffusione della lingua greca antica,
meriterebbe di essere più letta e consultata. Con le
versioni
di tutti i miti più importanti, a un livello estetico altissimo,
presenta una acutezza psicologica che stupisce il contemporaneo, illuso
che la sensibilità moderna sia superiore all'anticanon ha nulla
da invidiare alla
sensibilità
più moderna.
NERUCCI,
Gherardo, Sessanta
novelle popolari montalesi.
(Circondario di Pistoia). Raccolte da Gherardo Nerucci. Successori Le
Monnier, Firenze 1880. Rist. an. a cura di Roberto Fedi, Rizzoli,
Milano
1977.http://www.liberliber.it/biblioteca/n/nerucci/sessanta_novelle_popolari_montalesi/pdf/sessan_p.pdf
Come Imbriani, Nerucci raccolse le sue fiabe da narratori analfabeti,
ma a differenza di lui dichiarò di averle modificate, citando il
detto popolare: La novella nun è bella se sopra non ci si
rappella.
È la raccolta di fiabe ottocentesca più
godibile oggi, in ogni parte d'Italia. [Nel sito: La
bella Caterina ovvero la novella de' gatti]
Sessanta
novelle popolari montalesi, Edizione integrale on line.
PERRAULT,
Charles, I
racconti di Mamma l'Oca (1697).
Tr.it. in Fiabe francesi della corte del re Sole e del secolo XVIII,
Einaudi,
Torino 1957.
Grimm e Perrault, con le loro raccolte, sono gli autori di fiabe
più
noti. Da Perrault Walt Disney ha tratto la sua Cenerentola, dai
Grimm Biancaneve. Leggendo con attenzione si può
comprendere
come Perrault non scrivesse davvero le sue fiabe per i bambini, ma per
un pubblico adulto. Il successo ottenuto dai Contes a Parigi fu determinante
per indurre Galland a procurarsi il manoscritto arabo da tradurre.
PETERSON-BERGER
Frösöblomster 11 - Olof
Höjer piano - Far Away in the
Forests
PÉTIS DE LA CROIX,
François, I mille e un
giorno
(1712),
a cura di Massimo Jevolella, Mondadori, Milano 1985, 2 voll.
La raccolta fu pubblicata sulla scia del successo dell'opera di
Galland,
ed ebbe un successo analogo, anche se in tono minore. La storia
più
famosa è forse quella di Turandot, ambientata in una Cina di
fantasia,
come la storia di Aladino. Si osservi il gioco burlesco e sublime
dell'immaginario:
l'ambientazione di maniera del Settecento diventò lo sfondo
dell'opera
lirica di Puccini, e alla fine del XX secolo Turandot è stata
rappresentata
a Pechino, come se l'operazione fosse un ritorno all'origine. Una mise
en abŷme di quelle che si incontrano spesso nelle storie delle storie
delle storie... [Di Turandot e Kalaf tratta Il motivo dell'enigma]
PITRÉ,
Giuseppe, Fiabe
novelle e racconti popolari
siciliani. Raccolti e illustrati da Giuseppe Pitrè. Con Discorso
preliminare, Grammatica del dialetto e delle parlate siciliane, Saggio
di novelline albanesi di Sicilia e Glossario, Palermo, 1870-1913;
rist.
anast.: Arnaldo Forni Editore, Bologna, 1985; 4 voll.
Volume primo. A cura della Biblioteca Comunale di Palermo.
I
parte -
II parte -
III parte
-
IV parte
RACKAM, Tribute to
Arthur
Rackam (1867-1939)
SPIRIN, Gennady (Mosca 1948)
SENDAK,
Maurice,
Where the Wild Things Are (1963)TOSCHI,
Paolo (sd), Romagna
solatia; Cento
novelle delle Regioni d'Italia, Collezione diretta da Luigi Sorrento.
Per le scuole medie e le persone colte; Milano Corso Roma, s.d. La fola d'Ohimè.
WILDE,
Oscar, The Fairy Tales of Oscar Wilde.
With Illustrations by: Jessie Marion King (1875-1949) and Charles
Robinson (1870-1937)