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RIFERIMENTI
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FAIRITALY
FIABE ANTICHE E MOTIVI FIABESCHI
SCELTA, RINARRAZIONE E NOTE DI
ADALINDA GASPARINI

SEC. XVII
DALLE PIACEVOLI NOTTI
DI GIOVAN FRANCESCO STRAPAROLA






PSICOMAPPA
PSICOMAPPA



LA BELLA PRIGIONIERA


C'era una volta, tanto tempo fa, nell'antico borgo di Lucolena, un pover'uomo che aveva tre figli, e non sapeva come nutrirli e mantenerli. Un bel giorno i figli, assillati dal bisogno, considerando che il loro babbo aveva una grande miseria e poche forze, si consigliarono tra loro e decisero di alleviare il suo peso, e di andare in giro per il mondo per cercare di guadagnarsi da vivere. Così inginocchiandosi davanti a lui gli chiesero il permesso di partire, promettendogli che dopo dieci anni sarebbero tornati a Lucolena.
Si misero in cammino tutti insieme con questo desiderio, poi giunsero a un certo crocevia dove si separarono per ritrovarsi  nello stesso posto di lì a dieci anni, e andarono ciascuno in una direzione diversa.
Il maggiore arrivò a un accampamento di soldati che stavano facendo la guerra, e si mise a servire il colonnello; in poco tempo imparò l'arte militare e diventò un coraggioso soldato e un valoroso  combattente, tanto che era il più bravo di tutti. Era poi così agile che arrampicandosi sui muri con due pugnali riusciva a scalare tutte le torri.
Il secondo arrivò a un porto dove fabbricavano navi e  si mise a lavorare con un maestro che conosceva benissimo l'arte navale, imparando in poco tempo così bene che nessuno poteva gareggiare con lui, e tutti lo onoravano per la sua abilità.
Il terzo invece sentì cantare un usignolo, e siccome gli piaceva tanto camminava per oscure vallate e per fitti boschi, per lagune, per foreste deserte, per luoghi impervi e disabitati, seguendo sempre l'usignolo e le sue melodie. Si innamorò tanto del dolce canto degli  uccelli che non pensò più a tornare indietro e rimase ad abitare in quelle foreste.  Vivendo ininterrottamente per dieci anni in quei luoghi solitari, senza una casa, diventò un uomo selvatico, e ascoltando continuamente gli uccelli imparò il linguaggio di tutte le loro specie, li ascoltava con immensa gioia e li comprendeva, e gli uccelli lo riconoscevano.
Quando fu il giorno in cui dovevano tornare a casa, i primi due fratelli si ritrovarono nel luogo stabilito e si misero ad aspettare il terzo, e quando lo videro arrivare tutto nudo e coperto di pelo gli andarono incontro, e scoppiando in lacrime lo abbracciarono e lo baciarono, poi lo fecero vestire. Mentre erano insieme a mangiare in un'osteria un'uccello si posò su un albero e cantando disse: "Sappiate, voi che state mangiando, che  in un angolo dell'osteria c'è un grande tesoro sepolto, che da tempi lontani è destinato a voi, andate a prenderlo!", e volò via. Allora il terzo fratello spiegò agli altri due per filo e per segno cos'aveva detto l'uccello, andarono a scavare in quell'angolo ed estrassero il tesoro, poi tutti contenti tornarono a Lucolena dal loro babbo ricchi sfondati. Dopo che il padre li ebbe abbracciati fecero festa e mangiarono e bevvero in abbondanza tutti insieme.
Accadde che il terzo fratello sentì un uccello cantare, e diceva che nel mar Tirreno, un po' lontano dalla costa, c'è lo Scoglio  d'Affrica, e su quest'isola una grande maga aveva costruito un castello fortificato tutto di marmo, con l'entrata custodita da un serpente che sputava dalla bocca fuoco e veleno, e sulla soglia c'era un basilisco, che pietrificava con lo sguardo. Nella torre di questo castello con un tesoro inestimabile di oro e pietre preziose  era chiusa  la fanciulla più affascinante del mondo, la bella Dora. "Chi andrà in quel luogo e scalerà la torre, avrà il tesoro e la bella prigioniera", concluse l'uccello, e volò via.
Appena il terzo fratello ebbe riferito questa notizia agli altri due, decisero di andarci tutti insieme. Il primo promise di  scalare la torre con i suoi due pugnali, il secondo di costruire una nave veloce come il vento. La nave in poco tempo fu pronta, e i tre fratelli con un vento favorevole attraversarono il mare  e si diressero verso lo Scoglio d' Affrica.
Arrivarono una notte, e all'alba il primo fratello armato di due pugnali scalò la torre,  dopo aver legato la bella prigioniera con una corda la calò giù dai suoi fratelli, poi prese i rubini, le gemme e il mucchio d'oro, e scese anche lui con grande allegria. Dopo aver vuotato il castello i tre fratelli tornarono a Lucolena sani e salvi e fecero tre parti uguali del tesoro. Ma  a proposito della bella Dora smisero di andare d'accordo, perché  tutti e tre volevano sposarla e non era possibile dividerla. Ci  furono grandi discussioni e contrasti, poi ricorsero al giudice per sapere chi la meritava di più, ma fino ad oggi non si è deciso. Quale dei tre fratelli meriti la bella prigioniera dovrai dirlo tu.



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RIFERIMENTI




Testo
© Adalinda Gasparini 1996, da Giovan Francesco Straparola (1554–1557) Le piacevoli notti. Notte settima, favola V.
Vedi: Le piacevoli notti. A cura di Donato Pirovano. Roma: Salerno Editrice, 2000. 2 Tomi. Notte settima, favola V. Tomo II, pp. 514-518.
Vedi: http://www.intratext.com/IXT/ITA2969/_INDEX.HTM; consultato l'11.11.11

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IMMAGINE The Sleeping Beauty and other fairy tales retold by Sir Arthur Quiller Couch illustrated by Edmund Dulac. New York: Hodder and Stoughton 1909.
http://www.archive.org/stream/sleepingbeautyot00quil#page/n5/mode/2up; consultato l'11.11.11.
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NOTE






PSICOMAPPA DE LA BELLA PRIGIONIERA


TEMA
INIZIAZIONE SOLITARIA
I tre fratelli, da pensare come un insieme, si mettono in cammino per il mondo per compensare la miseria del padre.
ATTANTE SOGGETTO
MASCHILE

MOTIVI
ARCHÈ PADRE CARENTE
MADRE ASSENTE

ASIMMETRICI DONO
DA MASCHILE A MASCHILE
Come in Fiore di Mare sono i figli che portano ricchezza al genitore.
PROVA O RICERCA ESIGENTE FEMMINILE
AGENTE MASCHILE
La Bella Prigioniera ha bisogno di essere liberata.
SIMMETRICI SCAMBIO FRA MASCHILE E MASCHILE I fratelli mettono a disposizione gli uni degli altri le loro abilità straordinarie.
TÈLOS RITORNO CON DOVIZIA



Ultimo aggiornamento della pagina: 26 dicembre 2011