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FIABE ANTICHE E MOTIVI FIABESCHI
SCELTI E ANNOTATI DA ADALINDA GASPARINI


MERAVIGLIOSA-MENTE
AMOR M'AVE PRISO

PSICOCRITICA
PSICOCRITICA


L'imperatore Federico II e la suacorte
MARAVIGLIOSA-MENTE
AMOR M' AVE PRISO


Meravigliosa-mente
un amor mi distringe
e mi tene ad ogn'ora.
Com'om che pone mente
 5             in altro exemplo pinge
la simile pintura,
cosí, bella, facc'eo,
che 'nfra lo core meo
porto la tua figura.
10            In cor par ch'eo vi porti,
pinta come parete,
e non pare difore.
O Deo, co' mi par forte.
non so se lo sapete,
15            con' v'amo di bon core;
ch'eo son sí vergognoso
ca pur vi guardo ascoso
e non vi mostro amore.
Avendo gran disio
20            dipinsi una pintura,
bella, voi simigliante,
e quando voi non vio
guardo 'n quella figura,
par ch'eo v'aggia davante:
25            come quello che crede
salvarsi per sua fede,
ancor non veggia inante.
Al cor m'ard'una doglia,
com'om che ten lo foco
30            a lo suo seno ascoso,
quando piú lo 'nvoglia,
allora arde piú loco
e non pò stare incluso:
similemente eo ardo
35            quando pass'e non guardo
a voi, vis' amoroso.
S'eo guardo, quando passo,
inver'voi no mi giro,
bella, per risguardare;
40            andando, ad ogni passo
getto uno gran sospiro
ca facemi ancosciare;
e certo bene ancoscio,
c'a pena mi conoscio,
45            tanto bella mi pare.
Assai v'aggio laudato,
madonna, in tutte parti,
di bellezze c'avete.
Non so se v'è contato
50            ch'eo lo faccia per arti,
che voi pur v'ascondete:
sacciatelo per singa
zo ch'eo no dico a linga,
quando voi mi vedite.
55            Canzonetta novella,
va' canta nova cosa;
lèvati da maitino
davanti a la piú bella,
fiore d'ogn'amorosa,
60            bionda piú c'auro fino:
«Lo vostro amor, ch'è caro,
donatelo al Notaro
ch'è nato da Lentino».


Amore m'a[ve] priso
e miso m'à 'n balìa
d'alto mare salvagio;
posso ben, ciò m'è aviso,
blasmar la segnoria,
che già m'à fatto oltragio,
chè m'à dato a servire
tal donna, che vedire,
nè parlar non mi vole,
onde mi grava e dole
si duramente - ca, s'io troppo tardo,
consumerò ne lo doglioso sguardo.
Pec[c]ato fece e torto
Amor, quando sguardare
mi fece la più bella,
che mi dona sconforto
quando degio alegrare,
tanto m'è dura e fella.
Ed io per ciò non lasso
d'amarla, oi me lasso;
tale mi mena orgoglio
as[s]ai più che non soglio,
sì coralmente - eo la disio e bramo:
Amor m'à preso come il pesce a l'amo.
Eo son preso di tale
che non m'ama neiente
ed io tut[t]or la servo;
nè 'l servir non mi vale,
nè amar coralemente.
Dunque aspetto, ch'io servo
sono de la megliore
e seraio con amore
d'amare meritato
. . . [-ato]
. . . [-ente] - che lo servir non vaglia,
eo moragio doglioso sanza faglia.




________________
RIFERIMENTI


                     



Jacopo da Lentini










Persival Doria
Antologia della poesia italiana - Vol. 1 - Duecento-Trecento; Collana "La biblioteca di Repubblica" Casa editrice L'Espresso su licenza Einaudi; Roma 2004; http://it.wikisource.org/wiki/Meravigliosa-mente; consultato il 28 settembre 2011.
Giacomus de Lentino domini imperatoris notariusc (1210-1260 circa) ,come si firmava in un documento del 1240, è nominato da Dante come il notaro (Purgatorio, XXI). Attivo alla corte dell'imperatore Federico II, fu il maggior esponente della scuola siciliana, ed è considerato l'inventore del sonetto. Nacque a Lentini intorno al 1210 e morì intorno al 1260.


Rimatori della scuola siciliana
; a cura di Panvini, Firenze: Olschki 1962 e 1964; http://www.silab.it/cgi-bin/poeweb.exe?t=2297079906&n=37&p=5&c=V; consultato il 2 ottobre 2011.
Persival (Perceval, Percevalle) Doria (1195-1264 circa) fu Vicario generale del Re Manfredi per la marca di Ancona, il ducato di Spoleto e la Romagna. Non è certo che fosse un membro della nobile famiglia genovese: il suo cognome potrebbe essere stato D'Oria, ovvero originario di Otranto. Poetò sia in lingua occitana (provenzale) che in volgare siciliano.
Vedi, in questo sito la sua tenson occitana (provenzale) con Felip da Valenza.


ultimo aggiornamento: 4 ottobre 2011