La
mitologia greca, per la sua natura cangiante e poetica,
è viva da quasi tremila anni e ha costituito la fonte
dell'immaginario
europeo, che oggi sta dando la sua impronta - in bene o in male -
all'immaginario del mondo
globalizzato.
Per chi ama la mitologia, come sogno
collettivo, via maestra
all'immaginario comune a tutti, come il sogno notturno è la via
maestra per la comprensione dell'inconscio, si pone il problema di
comprenderla e di favorirne la comprensione - le due cose sono
congiunte - in spazi diversi dall'erudizione e dalla volgarizzazione.
L'erudizione si appropria della mitologia greca considerando
imprescindibile la conoscenza del greco antico, delle mitologie che la
precedono e l'affiancano storicamente, della sua fortuna, in primo
luogo nel Medioevo e nel Rinascimento, quando è stata cantata,
dipinta, scolpita, come forma viva e feconda. La volgarizzazione si
rivolge a
tutti coloro che non possono accedere ai luoghi e agli scambi eruditi,
ma opera una semplificazione della mitologia, confondendola con forme
diverse
dell'immaginario, e fornisce un insieme di immagini e
racconti che, pur essendo affascinanti, stanno alla loro espressione
viva come un album di
figurine di calciatori sta alle partite e al campionato.
Mi è sembrato che la Teogonia
di Esiodo, per la vastità della materia che comprende nei suoi
pochi versi, poco più di mille, sia di per sé
un'impareggiabile ingresso alla mitologia greca, una porta maestra,
e il lettore che la varchi potrà in seguito rivolgersi alla
ricchezza
miracolosa dei poemi omerici, alla modernità poetica delle
Metamorfosi di Ovidio, o a qualunque espressione originale greca o
latina desideri frequentare, senza superficialità e senza
timore.
L'ho corredata, facendo tesoro della
mia esperienza con i
bambini nelle scuole, di un indice analitico, che si ispira ai
dizionari di mitologia che precedono la seconda metà del XIX
secolo, quando ancora si chiamavano favole
tutte le storie degli dei e degli eroi che non fossero materia di fede.
La presenza del mito nella
letteratura, nei videogame, nei film, in
tutti i fenomeni dell'immaginario globalizzato, è crescente
(cfr., in particolare per i romanzi post-coloniali:
S. Albertazzi e A. Gasparini, Il romanzo new-global. Storie di
intolleranza, fiabe di comunità 2002). Ci piace
pensare
che la globalizzazione cerchi un bilanciamento allo smarrimento delle
identità locali con la rielaborazione della mitologia di tutto
il mondo, fenomeno che è sempre esistito, ma che oggi assume
proporzioni immense, come immenso è il numero degli esseri umani
che nello stesso tempo fruiscono dello stesso film, dello stesso
romanzo, dello stesso videogame (cfr., per i videogame narrativi, Anna
Antoniazzi, Labirinti elettronici. Letteratura per
l'infanzia e videogame,
2007).
Il nostro contributo si propone di
mettere a disposizione di chiunque
sappia leggere e acceda alla rete un ipertesto, che a partire dalla
Teogonia, e per tornare alla
fruizione del poema, favorisca un viaggio
piacevole, sulla propria misura, nella mitologia greca. Il nostro
contributo vorrebbe far compagnia a chi non abbia una cultura classica
e una formazione critica tali da consentirgli di non perdersi, come in
un labirinto, nella vastissima e ricchissima mole di testi, dati,
commenti, presenti in rete, che sarà in ogni caso indispensabile
per gli
approfondimenti su un eroe, un dio, un motivo narrativo che attragga la
sua attenzione.
Il Family Tree col quale si
apre questa pagina è impossibile da leggere per chi non conosca
già la genealogia che Esiodo dà per nota, e forse era
nota al suo pubblico, mentre il Family
Tree in fondo a questa
pagina, così ampio e
ingannevolmente chiaro, schematico, potrà soddisfare chi abbia
l'esigenza di stabilire linee di collegamento fra divinità,
uscendo dal labirinto di parentele e rimandi che sottende la Teogonia.
Vorremmo ricordare
che la fecondità, la nascita, la discendenza, sono fenomeni
labirintici, dai quali si può uscire solo dopo averli percorsi
in ogni parte. Come i labirinti univiari, si torna fuori dopo aver
percorso ogni sentiero, dopo aver attraversato ogni incrocio,
così come se ne è trovato il centro. Centro che
può contenere un simbolo, un motto, un enigma: un nulla di
senso che consente di intraprendere la via del ritorno, di sapere
ciò che è inaccessibile a chi non voglia dedicare il suo
tempo al lungo cammino: non c'è nessun enigma che, risolto,
elimini la notte e la nebbia,
nessun sapere risolutivo, nessun potere sulla vita. Ma il lettore
paziente e appassionato godrà del chiaro che appare alla fine
della notte, o delle nebbie che si diradano al calore del sole.
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TRADURRE, tradire, trasportare
Il linguaggio è l'invenzione
delle invenzioni, perché
consente sia di intendersi sia di fraintendersi. Quindi passare da
una lingua all'altra significa sia comprendere sia fraintendere: accade
in ogni rapporto fra vivi.
Oltre alla traduzione in
endecasillabi, in questa pagina si trova una
traduzione letterale, che l'ha preceduta, più adatta a prendere
contatto con il testo greco e la sua divisione in versi. Desidero
ricordare il bellissimo lavoro di Cesare
Pavese, pubblicato postumo: la lettura della sua traduzione della
Teogonia, che probabilmente prevedeva un ulteriore lavoro, mi ha fatto
pensare
che l'intenzione del poeta fosse quella di essere ponte,
traduttore,
tra un poema la cui fruizione era stata vastissima, e i
contemporanei, perché potessero accedere, come abbiamo scritto,
alla
cultura greca da una delle porte maestre, e senza maestri, semmai con
qualche accompagnatore, pronto ad assecondare il ritmo del fruitore,
senza mai imporgli, come sui banchi di scuola, tempi a lui estranei.
Utopia? forse, o forse una ragionevole speranza di
proteggere qualcosa di prezioso dal peggio.
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