Andromeda, Perseo e Pegaso


 

Perseo e il mostro Medusa

C’era una volta un re di nome Acrisio che regnava su una città chiamata Argo.

Un giorno il re andò da un oracolo per farsi predire il futuro e l’oracolo disse:  “Guardati dal figlio di tua figlia”. Così, quando la principessa Danae, figlia del re, partorì un bambino  e gli mise nome Perseo, il re fece rinchiudere figlia e nipotino in una cassa di legno, ordinando alle guardie di gettarla in mare. La cassa, dopo essere stata tre giorni in mare, arrivò nella spiaggia di un’isola dove un pescatore la prese e la portò dal re dell’isola, Polidette. Il re aprì la cassa e ne uscì fuori, bagnata, stanca ma splendente di bellezza, la principessa Danae col piccolo Perseo in braccio. Il re si innamorò immediatamente di Danae e le chiese di sposarlo ma la principessa gli disse che non le piaceva neanche un po’ e rifiutò così la proposta. Il re, rimasto di sasso, si infuriò e ordinò alle sue guardie di arrestare Danae e farla diventare sua schiava. Il piccolo Perseo si trovò così a crescere come figlio di una schiava, diventando col passare degli anni, sempre più bello, forte e generoso. Il re, trascorso un po’ di tempo, iniziò a preoccuparsi, temendo che Perseo volesse vendicarsi delle prepotenze subite. Mandò allora a chiamare Perseo e gli disse: “Visto che sei così forte e coraggioso, ti affido un compito: devi liberare il mondo dal mostro Medusa che da anni semina il terrore fra gli uomini. Và dunque e uccidilo!”.

Medusa era stata un tempo una splendida fanciulla ma una dea, gelosa della sua bellezza, l’aveva tramutata in un essere orribile e spietato: sul capo, al posto dei capelli, aveva cento serpenti sibilanti e velenosi e chiunque aveva la sventura di incontrare il suo sguardo, diventava una statua di pietra.

Perseo non si perse comunque d’animo e, abbracciata la madre, partì quel giorno stesso, armato di una spada e di uno scudo di rame. Cammina cammina, un bel giorno si trovò in un deserto tutto bianco e silenzioso dove non si vedeva niente, solo immobili statue di pietra. Perseo capì così di essere arrivato nel regno di Medusa e cominciò a camminare all’indietro, guardando dove andava tramite il riflesso del lucido scudo di rame. Così riuscì ad avvicinarsi a Medusa senza mai incrociarne lo sguardo. Quando giunse a due passi dal mostro chiuse gli occhi e...zac! gli tagliò la testa con un colpo di spada. La testa cadde a terra e, incredibilmente, ne uscì fuori uno splendido cavallo bianco con due ali sul dorso : si chiamava Pegaso! Perseo raccolse la testa e dopo averla avvolta in un panno decise di portarla con sé. Montò poi sul dorso di Pegaso e, volando, arrivò davanti al re Polidette che, trovandosi davanti agli occhi la testa di Medusa, fu tramutato in una statua di pietra (restando così di sasso.. ma questa volta per sempre!). Perseo abbracciò la madre finalmente libera e si rimise poi in viaggio, sul dorso di Pegaso.

Un bel giorno, mentre stava sorvolando il mare, Perseo vide una bella fanciulla di nome Andromeda che piangeva disperatamente perché era incatenata ad uno scoglio e un drago marino, a pochi passi da lei, minacciava di divorarla con tutta la bocca spalancata. Perseo si buttò giù a capofitto ed uccise il mostro con un sol colpo di spada. Liberò la fanciulla e la condusse in salvo, portandola a riva. I due giovani si guardarono negli occhi: questo bastò per farli innamorare l’uno dell’altra. Perseo voleva abbracciare Andromeda ma aveva le mani coperte di sangue e così andò a lavarsele nel mare. Posò la testa di Medusa su un tappeto di ramoscelli portato a riva dalle onde del mare e come per magìa questi si tinsero prima di rosa poi di rosso lucente: i ramoscelli erano diventati splendidi coralli…il dono di Medusa ai due innamorati.



Si presentano i disegni dei bambini di scuola materna nell'ordine in cui li abbiamo ricevuti dall'insegnante Paolo Anselmi, senza specificare la loro connessione con un particolare momentio narrativo del testo. La storia è stata raccontata dall'insegnante seguendo il testo qui riportato; i bambini avevano partecipato a una visita guidata a Palazzo Vecchio, durante la quale avevano visto affreschi mitologici e ascoltato storie, in particolare Perseo e Andromeda
di Giorgio Vasari.
Le didascalie nei disegni sono state apposte dall'insegnante secondo le indicazioni dei bambini.


Polidette pietrificato, Andromeda, Perseo, Medusa anguicrinita

Medusa, Pegaso, Polidette pietrificato, Perseo

Medusa, Pegaso, Andromeda, Pescatore, Perseo, Polidette

Andromeda condotta a morte

Andromeda con bambino, Perseo e Pegaso

Medusa anguicrinita

Polidette pietrificato davanti al castello

Medusa anguicrinita davanti al castello

Danae e Medusa anguicrinita

Medusa anguicrinita e Perseo

Un signore pietrificato, Medusa anguicrinita, Pegaso e Polidette pietrificato davanti al castello

Perseo a cavallo di Pegaso

Medusa anguicrinita con tre templi

Medusa anguicrinita con tempio classico

Perseo salva Andromeda

Perseo taglia la testa a Medusa anguicrinita, con mare e capanna

Medusa anguicrinita e decapitata, Perseo e il mare

Danae sepolta viva con Perseo bambino

Medusa anguicrinita contenuta in una rete